Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’amministratore paga per la società

di Stefano Rossi

L'amministratore che non dichiara di agire per conto della società risponde in proprio dei debiti con i terzi. A precisarlo è il Tribunale di Caltanissetta con la sentenza del 22 novembre. La vicenda riguarda i lavori per manutenzione straordinaria su un immobile di proprietà di una società. L'impresa che ha eseguito i lavori su alcune villette ottiene decreto ingiuntivo nei confronti di altra società in base a due fatture fiscali.
In sede di opposizione a decreto, quest'ultima contesta l'esistenza di qualsiasi rapporto con la ditta, sostenendo, viceversa, che i lavori fossero stati commissionati dalla società proprietaria dell'immobile. Quindi, si legge nel ricorso, è da questa che l'azienda deve farsi pagare. A questo punto, l'impresa edile chiede al Tribunale di condannare al pagamento la persona che aveva commissionato i lavori. Tuttavia, quest'ultima si oppone sostenendo di aver ricevuto l'incarico non in proprio, ma quale amministratore della società proprietaria.
Il Tribunale esclude che la società convenuta debba pagare l'importo ingiunto poiché nelle fatture sono indicati, seppur erroneamente, lavori differenti rispetto a quelli realizzati. Infatti, il contratto si sarebbe basato su una fattura che indicava un corrispettivo dovuto per la posa in opera di cordoli in cemento e masselli autobloccanti per la costruzione di due rotatorie. Così, l'impresa realizzatrice chiama in causa l'amministratore della società proprietaria, chiedendo la condanna al pagamento dell'importo dei lavori eseguiti.
Il Tribunale accoglie la richiesta e condanna l'amministratore a rifondere la somma dovuta per i lavori, in nome proprio e non per conto della società. Nell'ipotesi della rappresentanza sociale, l'amministratore che agisca in tale veste deve spendere il nome della società. O comunque devono ricorrere condizioni tali per cui i terzi possano riconoscere l'inerenza dell'attività all'impresa sociale, e quindi possa presumersi che l'agente abbia operato come amministratore. In difetto, il negozio concluso spiega effetti solo nei confronti del rappresentante ancorché riguardi interessi e beni societari (Cassazione 21520/2004, 13886/2003).
In senso contrario, la Cassazione ha stabilito che quando il soggetto, abilitato ad agire in nome di una società, ponesse in essere un atto rientrante nella sfera di attività dell'ente medesimo senza dichiarare la sua qualità di rappresentante di quella società, sussistesse la presunzione che l'atto era stato compiuto in quella qualità e quindi avesse efficacia nella sfera dei rapporti giuridici della società medesima (Cassazione 4133/77). Nella vicenda, tuttavia, il rappresentante della ditta proprietaria dell'immobile non aveva dichiarato di agire per conto della società, ma aveva affidato l'incarico di eseguire i lavori, accettandone anche l'esecuzione seppur parziale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa