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L’amministratore deve comunicare il nome dei debitori

L’amministratore del condominio che incarica un avvocato di richiedere giudizialmente ai singoli condomini il pagamento delle quote di spesa da loro dovute è tenuto poi adoperarsi per consentire al legale stesso di recuperare le competenze maturate per l’opera svolta. Perciò, nel caso in cui il condominio non abbia i fondi per provvedervi, l’amministratore deve fornire all’avvocato creditore i nominativi dei singoli condomini, nei confronti dei quali questi potrà soddisfare il proprio credito. Ciò in conseguenza del principio affermato dalle Sezioni unite della Cassazione (sentenza 9148/08) secondo cui, per le obbligazioni del condominio, rispondono i proprietari non già in solido tra loro, ma ciascuno in ragione della propria quota millesimale. Tale obbligo dell’amministratore non deriva dal mandato conferitogli dai condomini e neppure dal rapporto tra il medesimo e l’avvocato per il recupero dei crediti, bensì dal fatto che omettere di indicare al terzo i nominativi dei condomini costituisce un fatto illecito generatore di responsabilità.
Così ha stabilito la Corte d’appello di Catania nella sentenza del 12 aprile 2012, che, in totale riforma della decisione assunta in primo grado, ha condannato l’amministratore a risarcire all’avvocato, a titolo di responsabilità extracontrattuale, i danni da lui patiti, in misura pari all’importo delle spese e degli onorari richiesti.
Non avendo ottenuto quanto gli spettava, né le generalità complete dei condomini per potere agire nei loro confronti “pro quota” (che l’amministratore si era rifiutato di fornire, in base a un presunto obbligo di rispettare la privacy dei mandanti), l’avvocato creditore conveniva in giudizio l’amministratore in proprio e non quale mandatario del condominio, per ottenere il risarcimento del danno da lui ingiustamente subito.
Il giudice di primo grado aveva escluso che sussistessero responsabilità in capo all’amministratore, considerato che egli si era anche attivato per tentare di recuperare presso i condomini le somme richieste dal professionista.
I giudici di appello sono invece stati di diverso avviso, rilevando innanzitutto che l’amministratore era stato convenuto in giudizio in proprio e non nella sua qualità di amministratore del condominio. Quanto invece al comportamento omissivo da questi assunto, hanno rilevato che il mandatario è tenuto nei confronti del terzo a consentire la compiuta identificazione dei mandanti in nome dei quali ha stipulato il contratto, qualificandosi illecita e priva di causa giustificativa la condotta contraria. Su tale presupposto, la Corte d’appello etnea ha ritenuto il rifiuto opposto dall’amministratore alla consegna dell’anagrafico dei condomini lesivo del diritto di credito del terzo e, come tale, fonte di personale responsabilità extracontrattuale ex articolo 2043 del Codice civile, cui consegue l’obbligo di risarcire il danno ingiusto, cioè quello arrecato senza motivo e che si risolve nella lesione di un interesse rilevante per l’ordinamento.

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