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L’America aiuta le Borse. Ma i Bot a 6 mesi vanno al 3%

MILANO — Alla vigilia dell’atteso vertice europeo, che si apre oggi a Bruxelles, tornano a correre le Borse europee, spinte dai titoli bancari e dal via libera a un piano di aiuti per Cipro. Ma oggi è un test chiave anche per il Tesoro italiano, che concluderà la tornata delle aste di fine mese offrendo Btp a 5 e 10 anni per 5,5 miliardi totali. Ieri con una domanda pari a 1,6 volte l’offerta sono stati collocati interamente 9 miliardi di Bot semestrali, ma il rendimento è volato quasi al 3%, passando al 2,96% dal 2,104% di maggio, ai massimi dallo scorso dicembre.
L’Italia continua a pagare a caro prezzo le tensioni sui mercati, come si è visto anche nel collocamento dei Ctz di martedì. E il copione potrebbe ripetersi anche durante l’asta dei Btp, dopo che ieri lo spread tra i titoli decennali e gli analoghi Bund tedeschi è salito fino a 471 punti, con un tasso del 6,22%, salvo ripiegare a quota 463 in serata. E’ stata una giornata negativa anche per i Bonos spagnoli, con un differenziale volato fino a 540 punti e un rendimento del 6,93%, che ha spinto il premier Mariano Rajoy a lanciare l’allarme sulle capacita di Madrid di finanziarsi sul lungo periodo. E anche l’agenzia di rating Fitch ha ammonito che proprio la crisi della Spagna, per la rilevanza dell’economia iberica, e il potenziale del contagio dell’Italia, rende il rischio a livello sistemico più rilevante rispetto alla Grecia. La crisi dell’eurozona inoltre continua a pesare sull’andamento dell’economia globale che nel 2012 dovrebbe crescere al ritmo del 2,2% contro il 2,7% del 2011 per poi riprendere gradualmente velocità nel 2013 e nel 2014.
Soltanto le Borse, dopo due sedute in ribasso, sono ripartite. A dare ossigeno ai listini è stata la riunione straordinaria dell’Eurogruppo tra i ministri delle Finanze, in teleconferenza, che ha confermato la richiesta di aiuti della Spagna per la ricapitalizzazione delle sue banche, e ha recepito la richiesta di salvataggio vera e propria avanzata da Cipro, con il coinvolgimento della troika e del Fmi.
Ma è bastato. Piazza Affari (+2,58%) ha messo a segno il maggior rialzo in Europa, seguita da Madrid (+2,12%). Ma hanno chiuso con il segno più anche Parigi (1,67%), Francoforte (+1,5%) e Londra (+1,41%). Anche Oltreoceano, i mercati hanno chiuso un’altra seduta positiva: il Dow Jones ha terminato le contrattazioni in crescita dello 0,74%, un progresso identico a quello registrato dal Nasdaq.
Probabilmente è soltanto una tregua apparente, in un periodo di estrema volatilità. In attesa di buone notizie dal vertice Ue ieri il capoeconomista della Banca centrale europea, Peter Prät, ha lasciato intendere che l’Eurotower potrebbe tagliare i tassi di interesse sotto l’1% nella riunione della Bce del 5 luglio. «Non c’è alcuna dottrina per cui i tassi di riferimento non possano scendere sotto l’1%», ha detto Prät in un’intervista al Financial Times Deutschland.

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