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L’altalena del fisco scoraggia il mattone: valori e scambi in calo

Le tasse non danneggiano solo il mercato, ma anche i valori immobiliari. Il confronto dei valori Omi, l’Osservatorio immobiliare dell’agenzia delle Entrate, evidenzia un’ulteriore caduta rispetto al 2012, quando già il mercato era ai minimi.

Le tasse non danneggiano solo il mercato ma anche i valori immobiliari. E quanto meno rappresentano un pesante ostacolo alla ripresa. Dopo il Rapporto residenziale 2014 (si veda Il Sole 24 Ore del 24 ottobre scorso) l?Omi, Osservatorio immobiliare dell?agenzia delle Entrate, ha presentato i dati aggiornati al primo semestre 2014 dei valori di mercato. Da un confronto sui dati di due anni fa (secondo semestre 2012) quando già i valori immobiliari avevano toccato il fondo, emerge però un?ulteriore caduta, anche se un poco diversificata.
La banca dati delle quotazioni immobiliari, che parte soprattutto dai rogiti, cioè da dati incontestabili visto l?obbligo di indicare nell?atto di compravendita il valore reale (a fino statistici, appunto) e quello fiscale (sul quale si pagano le imposte). E il calo dei prezzi, da quando la mazzata dell?Imu è stata assestata (fine 2011) si è sentito decisamente più di quanto ci si sarebbe dovuto aspettare dopo cinque anni di vacche magre.
Così, se a Milano e a Bologna centro i valori hanno tenuto un po? di più, nelle altre metropoli italiane si tratta di differenze a due cifre. Un?accelerazione al ribasso, rispetto ai trend precedenti o comunque attesi per lo scorso biennio, che mette paura. Soprattutto perché dopo l?Imu è arrivata la Tasi, passando da Tares e Tari, e ora è in vista la tassa Unica o local tax, a seguire due anni di brutte sorprese che, in un settore dalla lenta digestione come quello immobiliare, hanno provocato una turbolenza continua. Ed è facile capire come questi aspetti generino un?incertezza dagli effetti mortali per il settore.
Anche rispetto agli scambi, cioè alle unità immobiliari abitative compravendute nei Comuni capoluogo (dati sempre provenienti dall?Omi) siamo ancora in calo: dalle 38.649 unità del I trimestre 2012 allo stesso periodo del 2014 (36.885): 4,7% in meno.
Proviamo poi ad aggiungere a queste conclusioni i dati sugli accatastamenti complessivamente effettuati nel 2013 (Rapporto residenziale 2014), cioè di fatto le nuove unità immobiliari ultimate: sono 680mila, la metà di quelli dell?anno precedente, che già toccavano il minimo storico del 2 per cento in più. Quindi, si tratta di una crescita complessiva dell?1 per cento. E per le abitazioni, che rappresentano la metà dello stock immobiliare italiano (66 milioni di unità immobiliari) va ancora peggio: 0,5% di crescita, solo 174mila unità immobiliari (appartamenti o villette) in più rispetto al 2012.

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