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L’allarme di Visco “Shock senza precedenti anche le banche a rischio”

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco in versione “seconda ondata” è intervenuto ieri alla conferenza su “Stabilità finanziaria e regolamentazione” dell’Università Bocconi. Il governatore di Bankitalia ha chiamato gli istituti a «un approccio prudente nella fase attuale», che significa fare, ora, più accantonamenti per «le ulteriori perdite su crediti che si concretizzeranno i prossimi mesi».
Il responsabile della vigilanza europea, Andrea Enria, giorni fa ha detto che una seconda fase acuta del Covid potrebbe lasciare 1.400 miliardi di euro di nuove sofferenze alle banche europee. Anche Visco ieri parlava del settore continentale, pur se il focus di Via Nazionale è sulle vigilate nostrane. Le misure del governo, unite alla flessibilità lasciata dalla banca centrale, hanno permesso agli istituti di congelare esposizioni e potenziali perdite finora. Ma quando, a fine gennaio, scadranno le moratorie su oltre 300 miliardi di euro di prestiti italiani, si avrà un primo antipasto del menu 2021. Di quasi 100 istituti operanti in Italia sono proprio i più piccoli (alcune Bcc, altre popolari del Sud che sperano nel polo nascente di Popolare di Bari spa nazionalizzata da Mcc) che potrebbero patire di più per le prossime perdite. Ma non vanno esclusi i riassetti di cui più si parla e si scrive, come quello di Mps – di cui il Tesoro primo socio negozia con Unicredit la difficile cessione – o di Carige e delle due “medie” banche valtellinesi.
Un altro elemento di rafforzamento, per la Banca d’Italia, potrebbero essere le aggregazioni, che potenzialmente interessano diversi tra maggiori gruppi in questa fase: «È bene che l’Italia possa avere due-tre grossi gruppi bancari che abbiano la resilienza per andare avanti e la capacità di investire in tecnologia in maniera cospicua», ha detto, sempre ieri, la vice direttrice generale Alessandra Perrazzelli, intervenuta al rapporto annuale dell’Aibe, che raggruppa le banche estere nel Paese. La trasformazione digitale che accelera in questi mesi di coronavirus è un fattore che i più alti esponenti di Via Nazionale ritengono cruciale, così spronano a discontinuità e investimenti innovativi le vigilate per non trovarsi presto travolte dai colossi del web e dei pagamenti. Ieri in un evento a Francoforte il membro italiano del board della Bce, Fabio Panetta, ha chiesto maggiore accesso a soggetti, anche europei, che facciano concorrenza ai giganti dei pagamenti digitali come Paypal, Visa, Mastercard: specie ora che nella nicchia stanno entrando marchi come Apple, Amazon, Alphabet. Qui il polo Nexi-Sia, appena nato in Italia sotto l’egida di Cdp, si candida a un ruolo da grande.
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