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L’allarme-utili negli Usa fa cadere le Borse

Wall Street, spaventata da performance deludenti della Corporate America nel terzo trimestre dell’anno, ha trascinato al ribasso le Borse globali già preoccupate per la crisi in Spagna e in tutta Europa. Schiacciati da risultati inferiori alle attese di grandi marchi del calibro di DuPont, 3M e Xerox, gli indici Dow Jones e Standard & Poor’s 500 hanno perso l’1,4% fin dalle prime battute di contrattazione. A fine giornata la flessione è stata dell’1,8% per il Dow, dell’1,4% per l’S&P 500 e dello 0,88% nel Nasdaq. E la ritirata è stata diffusa: hanno perso terreno i titoli finanziari, scossi dai timori di nuovi shock o correzioni al ribasso sui mercati, come le commodities, danneggiate dalla fragilità economica internazionale.
Una preoccupazione, quella sulla salute di economia e mercati, che potrebbe ripercuotersi sulla politica: se l’ondata di ribassi in Borsa dovesse continuare, se i nuovi dati su crescita e occupazione saranno negativi, anche la corsa di Barack Obama per un secondo mandato presidenziale sarà sempre più in salita.
Sul Vecchio continente l’indice Stoxx Europe 600 è scivolato ai minimi in quasi sette settimane, bruciando l’1,7% a quota 268,40. Gli indici nazionali non sono stati da meno: il Cac 40 francese ha ceduto il 2,2%, il tedesco Dax ha perso il 2,1% e il Ftse 100 è sceso dell’1,4 per cento. A Piazza Affari il Ftse Mib è scivolato dell’1,8% a causa delle vendite su titoli finanziari e ciclici, l’Ibex a Madrid è arretrato dell’1,6%. «Una giornata nera sui mercati», ha riassunto Angus Campbell di Capital Spreads. Per le Borse si è trattato del terzo rosso di fila, ma male è andata anche sul fronte obbligazionario, con i tassi di Italia e Spagna che hanno ripreso a salire (si veda articolo sotto) interrompendo la tregua durata oltre una settimana. Lo spread italiano è risalito a quota 329 punti dai 318 di lunedì.
Un mix negativo
Gli investitori erano già partiti all’insegna del pessimismo, affiorato nelle flessioni dei listini asiatici e poi aggravato dalla seduta negativa di Wall Street. Hanno fatto i conti in Europa con la quinta contrazione trimestrale del Pil spagnolo, con ipotesi della Banca centrale di Madrid che il paese potrebbe non rispettare obiettivi di riduzione del deficit e con l’aumento dei rendimenti obbligazionari dopo il taglio del rating di cinque regioni da parte di Moody’s. Un indicatore della fiducia delle imprese in Francia è da parte sua sceso in ottobre ai minimi in tre anni. Anche i risultati aziendali hanno tenuto sotto assedio le borse: il gruppo svedese di ingeneria Alfa Laval ha bruciato il 5,7% davanti a crolli degli ordini.
Trimestrali deludenti
Gli sviluppi più negativi, per gli operatori globali, sono però arrivati dagli Stati Uniti, dove è tornato ad affacciarsi lo spettro della debolezza della crescita e delle sue ripercussioni sulle imprese. Ieri hanno riportato risultati trimestrali ben 33 gruppi e tra le circa 150 società nello S&P 500 che hanno finora presentato i conti oltre il 60% ha deluso le attese di fatturato, cruciale per sostenere futuri profitti, nonostante quasi il 70% sia ancora riuscito a superare i pronostici di utili.
La Federal Reserve è impegnata in un vertice di politica monetaria che si concluderà oggi ma non dovrebbe portare a nuove svolte: è prevista una conferma del piano di Quantitative easing (Qe) in corso, di acquisti di asset per 40 miliardi di dollari al mese. Le elezioni presidenziali e congressuali, ormai fra sole due settimane, tengono a loro volta gli investitori con il fiato sospeso: i sondaggi mostrano un testa a testa tra Barack Obama e il rivale Mitt Romney. Lo stesso destino del governatore Ben Bernanke e delle sue strategie potrebbe dipendere dal voto: Romney ha promesso di non offrire un nuovo mandato a Bernanke nel 2014 e ha criticato il QE. In questo clima si sono inseriti i bilanci scoraggianti: DuPont ha riportato profitti quasi azzerati e il taglio di 1.500 posti di lavoro, perdendo in Borsa l’8,6 per cento. 3M, inciampata in vendite trimestrali deboli, è caduta del 3,6 per cento. Xerox ha perso il 7,5 per cento. Anche Apple, leader della capitalizzazione di mercato, è scesa dell’1,8% nel giorno del lancio del suo ultimo tablet. «La stagione delle trimestrali non sta andando come sperato – ha detto Tom Wirth di Chemung Canal Trust – Sono aumentate le paure sulla crescita».

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