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L’allarme di Confindustria «Riforme o più sacrifici»

di Roberto Bagnoli

ROMA— Imprenditori sempre più allarmati per la situazione del Paese. Confindustria osserva che «la stella dell’economia italiana non sta brillando e senza riforme strutturali il Pil scenderà ad appena lo 0,6%nel 2012» . Per il Centro studi di Viale Astronomia se non si interviene subito «saranno necessarie manovre aggiuntive per altri 18 miliardi di euro» che vanno a sommarsi ai 39 scritti nei documenti ufficiali. Anche la Confcommercio non vede affatto rosa e il presidente Carlo Sangalli, all’assemblea annuale, denuncia una «crescita lenta, modesta, fragile» fornendo le cifre dei consumi cresciuti di appena lo 0,7%quest’anno e dell’ 1,2%nel 2012. Sangalli critica la politica — «corre il rischio evidente di autoreferenzialità e del conflitto permanente» — boccia lo scambio meno Irpef più Iva e mette al centro dei suoi ragionamenti la «tremenda ipoteca» dell’evasione fiscale che riguarda 255 miliardi come ha stabilito nei giorni scorsi il tavolo tremontiano presieduto dal responsabile Istat, Enrico Giovannini. E allora si «stringa con determinazione sull’evasione utilizzando i dividendi per ridurre le tasse a chi è in regola» , invita Sangalli ricordando che molte imprese «non ce la fanno a pagare troppe tasse e quindi vanno ascoltate e capite» . Si tratta di gente «che non conosce l’indirizzo dei paradisi fiscali» , osserva il presidente di Confcommercio riferendosi indirettamente all’arresto di Cesare Pambianchi, e che «non merita di essere bollata come evasori e condannata a chiudere le imprese» . Sia Sangalli che il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia chiedono al governo di passare dalle parole ai fatti. Per il numero uno dei commercianti «bisogna porre fine alla storia infinita della questione meridionale» , mentre Confindustria ricorda di aver dato «parere positivo sul piano per il Sud ma a distanza di alcuni mesi non è successo nulla e ora rischiamo di perdere sette miliardi di euro entro la fine dell’anno: è inaccettabile» . Il bilancio delle categoria produttive, pochi giorni prima l’annuncio della manovra da parte del governo e nel giorno dell’invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad «abbattere il debito pubblico» , è di grande preoccupazione. Sangalli offre e chiede «responsabilità ed unità» . La Marcegaglia riordina la sua ricetta per frenare le spese: «aumentare l’età delle pensioni e mettere un limite all’aumento dei salari dei dipendenti pubblici» . Secondo i calcoli del Centro studi di Confindustria, negli ultimi dieci anni le retribuzioni pubbliche sono cresciute di 8.900 euro all’anno a testa, «quasi il doppio dei dipendenti privati» . Mentre oggi si avvia la partita con i sindacati per trovare l’intesa sulla rappresentanza e la governabilità degli accordi Confindustria fa due conti su quanto costerà alle famiglie un probabile rincaro dei tassi al 2,25%entro fine 2012: i mutui saliranno di 4,2 miliardi di euro all’anno, quasi duemila euro a nucleo.

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