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L’agricoltura sostenibile al centro del G20 Nasce la Carta di Firenze

«C’è da sfamare il mondo, cercando allo stesso tempo di non distruggerlo». A margine dell’Open Forum che ieri ha anticipato l’avvio del G20 sull’Agricoltura, in programma oggi e domani a Firenze, uno degli addetti ai lavori trova una sintesi efficace su quale sarà il focus del summit dei giganti della terra: la sfida maggiore per l’Agricoltura è quella della sostenibilità. A ribadirlo è stato anche il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, in apertura del Forum: al centro del vertice – ha detto – ci sarà «il grande tema della sostenibilità in agricoltura nei tre aspetti fondamentali: quella economica, sociale e ambientale ». Intorno a questo punto si articoleranno sabato le conclusioni dei lavori del vertice dei ministri dell’Agricoltura dei 20 Paesi più sviluppati del mondo e che troveranno la propria sintesi nella «Carta di Firenze». Un tema, quello della sostenibilità, che «va ben oltre i confini di ogni singolo Paese» e che necessità secondo il ministro di uno sguardo globale: «Le scelte dei ministri dell’agricoltura devono essere in grado, oggi più che mai, di programmare e implementare politiche capaci di dare un contributo positivo al cambiamento climatico ed il cui impatto deve essere universale», ha detto.D’altra parte, se la protezione del pianeta è una condizione indispensabile per preservare il futuro dell’attività agricola, anche l’agricoltura può essere un presidio importante per la difesa del territorio. «L’agricoltura è un settore che ha un ruolo prioritario per la salvaguardia del nostro pianeta», ha rimarcato Patuanelli. «Agricoltori ed allevatori sono i primi custodi del territorio, capaci di preservarlo da incidenti, smottamenti, alluvioni, e renderlo al tempo stesso produttivo», ha aggiunto.Un tema, quello della produttività, al centro della prima delle quattro sessioni dell’Open Forum introduttivo del vertice. Da un lato la sfida è riuscire a dare da mangiare a un pianeta sempre più popolato e quindi più affamato, dall’altro il pianeta deve confrontarsi con le sfide del cambiamento climatico. E quello del miglioramento della produttività dei terreni, come emerso ieri dai primi interventi, è un tema ricorrente che attraversa le economie di tutti i continenti e su cui l’innovazione tecnologia può giocare un ruolo decisivo.E anche lo stretto legame tra agricoltura e cambiamento climatico sarà uno dei temi richiamati dalle conclusioni del G20. Un punto su cui le associazioni di settore, massicciamente presenti in città in occasione del vertice fiorentino, si sono soffermate ieri nei loro interventi: «Per le imprese agricole la lotta contro il cambiamento climatico costituisce un obiettivo fondamentale. Gli eventi climatici eccezionali, sempre più ricorrenti, provocano perdite di produzione, di reddito e gravi danni alle strutture», ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. «Il nostro settore deve quindi fare per intero la propria parte per la neutralità climatica che l’Unione europea intende raggiungere entro il 2050». Allo stesso tempo, è la richiesta delle associazioni, il governo deve fare la sua parte per sostenere la svolta green delle produzioni, con il sostegno di politiche dedicate e risorse adeguate, a cominciare da quelle del Recovery Fund. «Ai ministri del G20 – ha detto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino – chiediamo di aumentare l’accesso al credito, soprattutto ai piccoli agricoltori; garantire l’accesso alla terra e fermare il consumo di suolo, investire in ricerca e nuove tecnologie e ridurre gli sprechi nelle filiere».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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