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L’Agricole rilancia su Creval fino a 12,5 euro

Dopo settimane di ostinati dinieghi, come succede in casi simili, il Crédit Agricole deve fare i conti con la realtà del mercato, dunque aumenta il prezzo a 12,20 euro per azione offrendo 140 milioni di euro in più per aggiudicarsi il Creval.
La banca valtellinese è sotto offerta pubblica di acquisto dal 30 marzo, un’operazione annunciata prima di Natale ma fin da subito quasi tutti i maggiori soci hanno criticato l’inadeguatezza del corrispettivo, pari a 10,5 euro per azione. L’offerta migliorativa, segnalata da un comunicato della banca francese ieri sera, alza la posta dei contanti e pagherà ogni azione Creval 12,20 euro, pari a un esborso complessivo di quasi 856 milioni dai 737 milioni iniziali. Anzi, in caso di adesioni superiori al 90% del capitale totale – soglia che renderebbe possibile la revoca immediata della quotazione di Creval – gli azionisti francesi si sono detti disposti a riconoscere un ulteriore premio di 0,30 euro per azione, fino a 12,50 euro, pari a una valutazione totale di 876,2 milioni. L’offerta, interamente in contanti perché Agricole non ha azioni quotate in Italia, era e rimane subordinata al raggiungimento del 66,67% della banca valtellinese con sede a Sondrio. Anche se le forme del rilancio, con tanto di premio per “quota 90%”, indicano che l’Agricole ora si aspetta un’adesione molto elevata e difficilmente accetterà di non controllare l’assemblea straordinaria con la soglia dei due terzi. Tuttavia fino a ieri, e a pochi giorni dal 21 aprile in cui termina il periodo di adesione, il colosso francese aveva convinto solo il 15,6% del capitale, peraltro quasi integralmente derivante da azioni già detenute, più un pacchetto del fondo Algebris, opzionato da mesi. Ieri Creval ha chiuso in Borsa a 12,34 euro, ben sopra i 10,50 euro della prima offerta, e ancora sopra i 12,20 euro del ritocco. Equita sim, tra i consulenti di Agricole, segnala che a questi prezzi Creval è valutata tra 18 e 19 volte l’utile atteso nel 2021, contro il 10,5 medio delle banche italiane.
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