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L’Agricole blinda il 20% del Creval: l’Opa «va bene»

Sull’offerta pubblica di acquisto di Creval, il Credit Agricole è «perfettamente in linea» con le attese. Parola del cfo della Banque Verte, Jerome Grivet. Che, intervenendo alla Morgan Stanley’s European Financials Conference, rassicura il mercato sul fatto che l’Opa francese sulla banca valtellinese stia procedendo senza intoppo alcuno. Del resto ieri la banca d’Oltralpe ha smarcato un punto non banale, ovvero le autorizzazioni della Banca Centrale Europea e di Banca d’Italia a prendere una partecipazione qualificata. Nel dettaglio, Credit Agricole Italia – che è assistita da JpMorgan e BonelliErede – ha infatti reso noto che Francoforte e Via Nazionale hanno dato l’ok al superamento della soglia del 10% nel capitale del CreVal (fino al 20%) e all’acquisto di una partecipazione di controllo diretto nel CreVal, oltre all’acquisto di partecipazioni qualificate indirette in CreVal Più Factor spa e in Generalfinance spa, per effetto dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria annunciata il 23 novembre scorso.

Il doppio disco verde era atteso, va detto. Ma di certo vale come ulteriore “benedizione” a un’operazione che risponde a quegli inviti al consolidamento del settore che da tempo va predicando la Bce. Il passaggio diventa ancor più interessante se si combina questo ok con l’accordo, annunciato sempre ieri, stretto con Algebris, che da subito ha sostenuto l’opa di Credit Agricole. Il gruppo francese ha concordato una modifica al contratto firmato nei mesi scorsi con il fondo di Davide Serra, che si impegna ora a cedere la sua quota del 5,38% anche se l’operazione fallisse. Qualora l’Opa non andasse a buon fine, infatti, Algebris venderà le azioni Creval al prezzo dell’offerta, a meno che il prezzo dell’azione il giorno precedente sia superiore al prezzo dell’offerta stessa, caso in cui Credit Agricole avrà diritto a comprare le azioni a prezzo di mercato. Con questa mossa i francesi mandano un messaggio al mercato. E blindano la permanenza nel capitale della banca che vogliono comprare (e con cui hanno accordi di bancassurance) al di là degli esiti dell’Opa. Così facendo provano a raffreddare quell’appeal speculativo che da tempo continua a sostenere il titolo, alimentato sia dalla convinzione di un rilancio da parte dei francesi stessi ma anche dagli acquisti di chi ritiene che, in caso di fallimento dell’Opa, il Creval possa diventare preda da parte di altre banche. Basterà tutto questo a convincere il mercato? Lo si capirà solo col tempo e in fase di adesione, che dovrebbe scattare tra fine marzo e inizio aprile. Per ora, va detto, il prezzo del titolo rimane ben al di sopra il prezzo dell’Opa.

Ora il cronoprogramma di massima prevede il via libera della Consob alla pubblicazione del documento relativo all’offerta, che con tutta probabilità arriverà entro martedì prossimo. A quel punto il board del Creval esaminerà a ruota nel dettaglio l’offerta e si esprimerà nei giorni successivi sulla base delle valutazioni degli advisor Mediobanca, BofA Securities, Mediobanca, Intermonte e Cappelli Rccd. Scontate le valutazioni (negative) da parte del Cda alla proposta francese – che valorizza l’azione della banca valtellinese 10,5 euro cash -, anche alla luce dell’andamento del mercato e delle recenti esternazioni di alcuni dei principali azionisti, da Alta Global, Hosking Partners, Petrus Advisers e Kairos, che hanno reso noto, pur in modi e in tempi diversi, di non valutare adeguata l’offerta.

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