Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Agcom chiede informazioni La Privacy: coordinamento Ue

Proprio mentre la nuova legislatura muove faticosamente i suoi primi passi, si apre anche in Italia la valutazione di possibili manipolazioni dei dati custoditi da Facebook. L’Authority per le comunicazioni incalza l’azienda di Zuckerberg con una nuova richiesta di informazioni dopo quella inviata prima delle elezioni politiche. Il Garante della privacy opta per il coordinamento con il “Gruppo 29” delle omologhe autorità europee rimarcando la competenza territoriale, come capofila, dell’Inghilterra.
Il fronte italiano si inizia a muovere, va detto, con una certa cautela, anche nella consapevolezza di un vuoto giuridico che difficilmente consentirebbe affondi regolamentari su basi nazionali. L’Agcom ha inviato a Facebook «una specifica richiesta di informazioni circa l’impiego di data analytics per finalità di comunicazione politica da parte di soggetti terzi». L’Autortà tlc-tv osserva che sulla base delle informazioni diffuse in queste ore, le «tecniche di profilazione degli utenti e di comunicazione elettorale “selettiva”, peraltro, sembrerebbero essere state utilizzate nel 2012 anche su commissione di soggetti politici operanti in Italia». Insomma, un potenziale “vulnus” politico di non poco conto. L’Agcom ricorda che a fine 2017 è stato istituito un tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali, con obiettivo l’autoregolamentazione e con un filone specifico di attività che riguardava proprio la comunicazione politica e la gestione dei dati in vista delle elezioni del 4 marzo. Va detto che, da quanto risulta al Sole 24 Ore, il tavolo ha visto la partecipazione tra gli altri di Google e Facebook ma non, ad esempio, di Twitter che non avrebbe risposto all’“invito”. Una prima richiesta di informazioni a Facebook, nell’ambito di questo tavolo, è stata già formalizzata, con riferimento tra l’altro agli account disattivati per irregolarità o ad altre anomalie registrate in vista delle elezioni. I tempi di risposta non sono però ancora noti e, a questo punto, l’Agcom ha deciso di integrare la richiesta in considerazione degli eventi di questi giorni. Non è escluso che, una volta raccolti tutti i contributi richiesti nell’ambito del tavolo, anche da parte di altri operatori, l’Autorità stili un report riassuntivo sul tema affidando le conclusioni, e i possibili correttivi, al nuovo Parlamento.
Punta invece al coordinamento europeo l’Authority per la privacy. Il garante Antonello Soro ha detto ieri di non avere elementi per dire se anche in Italia si siano verificate le stesse irregolarità nella gestione dei dati, ritenendolo però possibile: «Ed essendo possibile non possiamo sorprenderci se anche da noi oltre che negli Usa, in Inghilterra o in altre parti del mondo si utilizzano questi canali per la ricerca del consenso». Riflessioni simili sono state fatte dal Garante europeo della protezione dei dati Giovanni Buttarelli. «La manipolazione dei dati» personali «è globale» – ha detto – « ma non sono in grado dare una risposta se questi siano stati utilizzati dai social per offrirli a operatori politici italiani per influenzare le elezioni». Tuttavia, ha aggiunto, in Italia «può darsi che ci siano già stati esempi dell’infanzia di questa prassi, quindi è bene tenere gli occhi aperti».
Buttarelli ha fatto riferimento anche a un più generale problema di parità delle condizioni di gioco: «Magari chi può spendere di più farà più propaganda, però l’accesso alle fonti informative dovrebbe essere paritario un po’ come una volta erano le tribune politiche» elettorali in tv.
C’è di sicuro un tema di regole da mettere in piedi. Osservazione fatta ieri a caldo anche dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Gli over the top – ha commentato – devono sottostare a regole di «privacy e responsabilità fiscale. Visto che l’autoregolamentazione non si vede occorre una regolamentazione».
Il deputato del Pd Francesco Boccia ha ricordato a questo proposito che un parziale intervento è stato fatto nell’ultima legge di bilancio, quantomeno «con un passo in avanti sulla portabilità dei dati, dando più poteri al Garante per la privacy. Ma questa – ha aggiunto – è una battaglia che va sostenuta anche in Europa».

Carmine Fotina

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa