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Lagarde: sul bilancio niente più ritardi

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha esortato ieri i Ventisette ad adottare rapidamente il bilancio comunitario per il prossimo settennato, mentre alle prese con una crisi sanitaria l’economia versa in gravi condizioni. In una audizione davanti al Parlamento europeo, ha anche ricordato a una parte dell’establishment comunitario che una eventuale cancellazione dei debiti pubblici sarebbe contraria ai Trattati, oltre che dannosa per l’immagine dell’Europa.

Il pacchetto finanziario «deve diventare operativo senza ritardi», ha detto la signora Lagarde, ore prima che i capi di Stato e di governo si incontrassero in videoconferenza per discutere della situazione sanitaria ed economica, oltre che dello stallo nell’iter di approvazione del bilancio. La banchiera centrale ha ribadito «le gravi circostanze» del momento e spiegato che il denaro comunitario è ormai urgente «per facilitare le politiche espansive, in particolare nei Paesi dove lo spazio di indebitamento è limitato».

Due Paesi, l’Ungheria e la Polonia, hanno bloccato l’adozione del bilancio a cui è associato l’ormai noto Fondo per la ripresa da 750 miliardi di euro, perché insoddisfatti di un meccanismo che condiziona l’esborso dei fondi comunitari al rispetto dello Stato di diritto (si veda Il Sole 24 Ore di martedì). Nella sua audizione, la signora Lagarde ha messo l’accento sulla «elevata incertezza» e ha confermato che l’istituto monetario varerà in dicembre nuove misure per aiutare l’economia.

Alla signora Lagarde è stato poi chiesto un commento sull’idea accennata da David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, di cancellare i debiti pubblici sottoscritti a causa della pandemia (si veda Il Sole/24 Ore di ieri). «La mia risposta è molto breve. Qualsiasi idea di questo tipo semplicemente è in violazione del Trattato europeo. La Bce opera sulla base del Trattato, il cui l’articolo 123 proibisce questo tipo di approccio, noi rispettiamo il trattato, punto».

Al di là dei Trattati, cancellare i debiti rischia, agli occhi degli investitori, di gettare una pessima immagine sulla zona euro e soprattutto di mettere in pericolo la stessa scelta di permettere alla Commissione europea di indebitarsi per 750 miliardi di euro. Su questo fronte, la signora Lagarde ha ribadito di essere favorevole all’idea di rendere permanente il Fondo per la ripresa: «Sarebbe interessante esplorare uno strumento simile, fondato sugli stessi principi e che sia disponibile in circostanze analoghe».

Tornando alla grave situazione economica, la banchiera centrale ha ammesso che l’economia della zona euro sarà «severamente colpita dagli effetti del rapido aumento dei contagi e dalle nuove misure di contenimento, il che pone chiari rischi al ribasso delle prospettive economiche a breve». Sul versante creditizio, «è essenziale preparare una strategia per gestire nuove sofferenze bancarie anche attraverso vendite di attivi, ristrutturazione dei prestiti, svalutazioni e società di gestione degli attivi quando appropriato».

Non è la prima volta che l’istituto monetario interviene nel dibattito politico e in particolare sul bilancio comunitario per il prossimo settennato. La presidente della Bce aveva esortato a un accordo tra i Ventisette durante il vertice di quattro giorni e quattro notti in luglio. Né quella di ieri né quella di luglio sono iniziative banali. Riflettono naturalmente la preoccupazione della Banca centrale europea per la situazione economica, ma anche il ruolo crescente di una Bce che non parla più solo in difesa degli interessi della zona euro, ma di tutta l’Unione.

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