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Lagarde spinge sul Recovery fund. Ma Merkel avvisa: restano i veti

Bilancio Ue e Recovery fund devono diventare operativi «senza indugio». Lo ha ricordato la presidente della Bce, Christine Lagarde, davanti alla commissione Econ del Parlamento Ue. E lo hanno ripetuto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel al termine della video-riunione tra i leader Ue dedicata al Covid. Al primo punto il bilancio Ue 2021-2027 e la condizionalità sullo Stato di diritto, rifiutata da Ungheria e Polonia, che hanno bloccato il budget ponendo il veto.

La cancelliera tedesca Angela Merkel al termine della riunione ha spiegato che «restano i veti, questo significa che non possiamo inviare la proposta al Parlamento Ue» e «dobbiamo continuare a lavorare e sondare tutte le opzioni possibili». Oltre ai leader ungherese Orbán e polacco Morawiecki, ha parlato il premier sloveno Janez Janša, che nei giorni scorsi ha sostenuto le obiezioni di Budapest e Varsavia, ma non ha posto il veto. Ora Berlino proseguirà il negoziato. I leader si rivedranno al Consiglio europeo del 10-11 dicembre. Lagarde ha spiegato che l’economia peggiorerà con la seconda ondata e ha confermato che la Bce ricalibrerà i suoi strumenti per l’emergenza (Pepp e Tltro). L’aspettativa è per dicembre. Quanto all’ipotesi del presidente del Parlamento Ue David Sassoli di cancellare il debito da Covid, Lagarde ha risposto che va contro i trattati e «io rispetto i trattati».

Passando al fronte interno, il consiglio dei ministri è convocato questa mattina per varare il decreto legge Ristori ter. Che dovrebbe utilizzare circa 1,3 miliardi di euro di residui non spesi. Serviranno a finanziare l’estensione dei contributi a fondo perduto alle nuove Regioni rosse e l’allargamento dei codici Ateco ammessi agli indennizzi. Sul tavolo anche la richiesta di un nuovo scostamento di bilancio per il 2020, cioè il maggior deficit, che ieri sera, nelle valutazioni dei tecnici, è salita a circa 10 miliardi. Servirà, dopo il voto a maggioranza assoluta del Parlamento (mercoledì), a coprire un nuovo decreto legge per prorogare fino alla fine dell’anno una serie di sostegni in scadenza (credito d’imposta sugli affitti commerciali; congedi parentali e bonus baby sitter) e probabilmente per un rinvio delle scadenze fiscali. La lista delle richieste è lunga: dagli acconti Ires, Irap e Irpef di novembre all’acconto Iva di dicembre, dai contributi Inps alla sospensione del regime Isa per gli autonomi. E dovrebbero essere rinviati ancora i pagamenti della rottamazione e del saldo e stralcio delle cartelle Equitalia, per ora bloccati fino al 10 dicembre. Il tutto è stato discusso ieri in tarda sera in un vertice governo-maggioranza sotto la regia del premier Giuseppe Conte. E dopo il terzo decreto Ristori già si pensa a un quarto, nel 2021, che attingerà a un ulteriore scostamento di bilancio di almeno 20 miliardi. Altro deficit per rafforzare la manovra da 38 miliardi appena arrivata alla Camera.

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