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Lagarde: “Ripresa incerta” La Bce pronta a rafforzare il piano di acquisto di titoli

Nelle stesse ore in cui i contagi da coronavirus nel Regno Unito, in Spagna e la Francia crescono a livelli allarmanti e aumentano a ritmi anomali anche in Germania, in Belgio e in altri Paesi europei, l’orizzonte del recupero economico si riannuvola. E Christine Lagarde ha messo in guardia ieri da una ripresa che, dopo un rimbalzo nel terzo trimestre, ridiventa «molto incerta, disomogenea ed incompleta». Parlando davanti all’Assemblea Parlamentare franco-tedesca, la presidente della Bce ha aggiunto che «tutto dipenderà dall’evoluzione della pandemia e dalle misure di contenimento» adottate dai Paesi. Impegnati tutti, ove possibile, a scongiurare un secondo lockdown. Ma la Spagna ha dovuto ripristinare già da ieri le restrizioni che costringeranno i madrileni a rimanere a casa «per la maggior parte del tempo» nelle prossime due settimane.
I mercati hanno reagito male alla ripresa galoppante dei contagi in alcuni grandi Paesi europei e alle parole di Lagarde, ma hanno anche risentito dell’effetto degli scoop dell’Iciji (International Consortium of Investigative Journalists, pubblicato in Italia dall’ Espresso ) su alcune grandi banche internazionali, sospettate di aver riciclato montagne di denaro sporco negli ultimi decenni. La peggiore reazione dei listini si è registrata a Francoforte, con il Dax che ha lasciato sul terreno il 4,37% a 12.542 punti. Male anche Londra, dove l’indice Ftse 100 ha ceduto il 3,38% a 5.804 punti. Parigi e Milano sono precipitate entrambe in chiusura al 3,75%; con il Cac40 che ha archiviato la sessione a 4.792 punti e l’indice Ftse Mib a 18.793 punti.
Alla luce del ritorno di una grande incertezza, aggravata da un apprezzamento dell’euro che è stato provocato anche dalla rivoluzione della Fed, che guarderà principalmente all’occupazione per decidere le politiche monetarie del futuro, Lagarde ha fatto capire che la Bce resta pronta a intervenire. Anzitutto, mantenendo in essere il programma di acquisti dei titoli straordinario per la pandemia da 1.350 miliardi di euro, il Pepp, che qualcuno dei falchi avrebbe voluto persino vedere tagliato, se il quadro fosse migliorato.
Adesso è chiaro che la discussione verterà, all’inverso, se e quando allargarlo di altri 500 miliardi, come gli analisti prevedono da tempo. Anche sul tasso di cambio – l’euro è tornato a quota 1,18 sul dollaro – Lagarde ha precisato che «l’incertezza del contesto attuale richiede una valutazione molto attenta delle informazioni in arrivo, compresi gli sviluppi dei tassi di cambio, in relazione alle conseguenze sulle prospettive d’inflazione nel medio termine». Insomma, «il Consiglio Direttivo è pronto ad adeguare, come opportuno, tutti i suoi strumenti, per assicurare la convergenza dell’inflazione verso il suo obiettivo».
Ma la presidente della Bce ha anche voluto sottolineare l’importanza della reazione europea congiunta che è arrivata nei mesi scorsi come risposta al Covid. Con il Next Generation Eu, ha puntualizzato, riferendosi all’ultimo dei quattro generosi strumenti messi in campo dall’Ue, «l’Europa ha compiuto un passo decisivo in avanti in un momento di evoluzione della crisi». D’ora in poi «politiche monetarie e fiscali si rafforzano a vicenda a sostegno dell’economia».
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