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Lagarde (Bce): niente quote rigide nell’acquisto di bond. Il fronte dei rigoristi

Non definitemi «la regina dei debiti», ha detto ieri la presidente della Bce Christine Lagarde nell’audizione davanti alla commissione Problemi economici del Parlamento Ue, presieduta da Irene Tinagli. «Preferirei essere menzionata — ha spiegato — come quella che ha reagito rapidamente a una crisi economica che avrebbe potuto far sprofondare la zona euro in un vortice negativo». Lagarde ha riferito le misure messe in campo dalla Bce per fronteggiare la crisi da Covid e ha risposto alle domande dei deputati. Il programma di acquisto titoli Pepp portato a 1.350 miliardi la scorsa settimana, ha ricordato, è «temporaneo, mirato, proporzionato» e flessibile: «La Bce può deviare dalla capital key, ha deviato dalla capital key e devierà». Non basta però l’azione della Bce. È «importante» che il pacchetto costituito dal bilancio Ue 2021-27 e dal Recovery Fund venga «adottato rapidamente». I negoziati sono difficili. Ai no di Austria, Olanda, Svezia e Danimarca si aggiungono Ungheria, Irlanda e Lituania. I titoli di debito che saranno emessi dalla Commissione per finanziare il fondo potranno essere acquistati dalla Bce sui mercati secondari. Per Lagarde lo choc economico «potrebbe innescare diffusi default nell’economia reale, specie fra famiglie e imprese che erano già troppo indebitate» ma anche «i timori per i livelli di debito pubblico potrebbero riemergere».

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