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Lagarde: «Bce avanti imperterrita»

FRANCOFORTE

Nella videoconferenza organizzata da Bloomberg – alla quale ha partecipato oltre a Lagarde anche Kristalina Georgieva, direttore del Fondo monetario internazionale – Dr. Tom Frieden, presidente e Ceo di Resolve to Save Lives ed ex-direttore del Centers for Disease Control and Prevention, ha enfatizzato le priorità degli investimenti nel combattere Covid-19, senza compiacenza perchè siamo solo agli inizi di una grave pandemia: tracciamento dei contagi, protezione di chi lavora nella sanità, rafforzamento del sistema sanitario. Solo così, mirando prima di tutto al virus, si proteggerà veramente l’economia.

«La Bce continuerà a fare tutto il necessario, tutto quello che serve» per fronteggiare con strumenti eccezionali lo shock simmetrico senza precedenti della crisi pandemica che aumenta le disuguaglianze e provoca «risposte asimmetriche da Stati che hanno sistemi sanitari, buffer e debiti» diversi. La Bce continuerà a garantire che la sua politica monetaria si trasmetterà a tutti gli Stati con strumenti «disegnati con appropriati livelli di deviazione e adeguati spazi di manovra», con «proporzionalità, misurazione, calibrazione ed evoluzione» dettate dalle circostanze, adattando la cassetta degli attrezzi alla situazione e «chiaramente andando oltre» le misure normali e convenzionali.

Così Christine Lagarde, presidente della Bce, ha ribadito con vigore e determinazione ieri la posizione della banca, dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca che ha sollevato rilievi sulla trasparenza della politica monetaria. «La Bce va avanti imperterrita», ha detto Lagarde. Una difesa a spada tratta della straordinaria gamma e portata degli strumenti necessari per contrastare Covid-19. Un messaggio sembrato rivolto alla Corte costituzionale tedesca ma anche ai ministri delle Finanze dei 19 che si riuniscono oggi per definire gli strumenti europei che devono avere portata altrettanto eccezionale: tra questi la linea di credito pandemica del Mes con condizionalità e ruolo della Commissione attesi entrambi “leggeri”.

Alla domanda diretta di una giornalista di Bloomberg su come e se la Bce intende rispondere a Karlsruhe, Lagarde ha preferito riaffermare che la «Bce è indipendente», risponde al Parlamento europeo, ed è sotto la giurisdizione della Corte di giustizia europea. «Questo è quello che siamo». La presidente ha anche precisato che ogni tre mesi la Bce fa rapporto al Parlamento e che in quell’occasione argomenta e spiega come valuta e soppesa gli strumenti utilizzati nella politica monetaria. Respingendo quindi al mittente il rilievo sulla scarsa trasparenza.

La massima trasparenza sarà richiesta invece oggi all’Eurogruppo che dovrà mettere a punto nero su bianco i dettagli degli strumenti europei anti-coronavirus, senza lasciare zone grigie. La linea di credito ECCL per l’emergenza pandemica dovrà essere disponibile dal primo giugno, a condizioni (tasso d’interesse, periodo di grazia, durata) e condizionalità che la renderanno appetibile. In una lettera inviata ieri al presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, il vice-presidente della Commissione Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni hanno chiarito che la nuova linea precauzionale del Mes non esporrà gli Stati che la richiedono al rischio di Troika e di controlli come quelli esercitati sugli squilibri macroeconomici dei programmi di aiuto previsti nel Trattato del fondo salva-Stati. Nella missiva si mette in rilievo la natura «molto specifica e limitata» della ECCL, strumento «una tantum e temporaneo», e dunque il ruolo altrettanto limitato che avrà la Commissione nei controlli che saranno diretti esclusivamente a soddisfare l’unica condizionalità legata allo strumento: l’impegno a utilizzare i fondi per finanziare costi diretti e indiretti del sistema sanitario, della prevenzione e della cura del coronavirus. Con verifica ex-post solo sulle spese fatte, come i governi sono tenuti a fare in Parlamento sul budget.

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