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Lagarde: «Atene rispetti le scadenze»

Si è spostato a Washington, alle riunioni del Fondo monetario, il muro contro muro fra la Grecia e i suoi creditori e le prime indicazioni sono negative per la possibilità di una soluzione imminente.
Il ministro delle Finanze di Atene, Yanis Varoufakis, ha incontrato ieri mattina il direttore dell’Fmi, Christine Lagarde, ma lo stallo della trattativa sulle misure economiche che devono essere adottate dalla Grecia per sbloccare i finanziamenti internazionali non dava segni ieri sera di essersi allentato, mentre la situazione di liquidità del Governo resta grave, come ha riconosciuto la stessa signora Lagarde. Varoufakis ha detto che «la liquidità sta finendo, Atene non sta giocando con una possibile Grexit» e ha sottolineato che «più lo stallo va avanti, più grande è il pericolo di asfissia dell’economia», ma che sarebbe sbagliato accettare quanto richiesto dai creditori e che non intende sottoscrivere obiettivi che sa di non poter rispettare.
A Washington, tuttavia, l’impressione di molti partecipanti alle riunioni è che la Grecia ritenga di avere più margini di manovra per ottenere concessioni di quanto abbia effettivamente.
Il Fondo monetario non intende per esempio concedere dilazioni di pagamento alla Grecia (il prossimo rimborso da parte di Atene, di circa 800 milioni di euro, è dovuto a metà maggio). Non è mai stato fatto da nessun Paese avanzato, ha ricordato ieri il direttore dell’Fmi, e non avviene da oltre trent’anni neanche per Paesi in via di sviluppo. In passato, i Paesi che hanno sospeso i pagamenti al Fondo sono stati veri e propri “pariah” della comunità internazionale, come lo Zimbabwe, l’Afghanistan o la Somalia, di solito Paesi sotto regimi dittatoriali.
La strada da percorrere, secondo la signora Lagarde, è che la Grecia presenti misure che mostrino il suo impegno alle riforme. Il Governo deve procedere «più rapidamente e con maggiore profondità». Un partecipante europeo al negoziato ha detto al Sole-24 Ore che Atene non ha fatto nelle ultime due settimane alcun progresso nel fornire dettagli del programma da presentare ai creditori. Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha affermato che dal Governo greco è venuta soprattutto «molta retorica». Le cose non si risolvono con accordi politici dell’ultimo minuto, ha sostenuto Lagarde.
Il prossimo appuntamento per tentare di risolvere la vicenda Grecia è la riunione europea di Riga di venerdì prossimo, ma in Europa nessuno si aspetta una soluzione in quella occasione, appunto perché il lavoro preparatorio non ha fatto passi avanti. La data successiva è l’11 maggio, subito prima del rimborso che Atene deve compiere all’Fmi e per il quale non è chiaro se abbia le risorse.
Mercoledì, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, aveva dichiarato che la soluzione dell’impasse è «interamente nelle mani delle autorità greche». Lo stesso messaggio è venuto ieri dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. «I fondi possono essere sborsati alla Grecia (7,2 miliardi di euro residui dal programma che è stato prorogato da fine febbraio fino a fine giugno ndr) se la Grecia rispetta i suoi impegni», ha detto Schaeuble.
Secondo il ministro tedesco, il debito non è un problema per la Grecia per i prossimi sei anni, date l’allungamento delle scadenze già accordate e comunque l’alleggerimento del debito non risolve il problema della crescita dell’economia. Schaeuble ha messo a confronto il caso Grecia con gli altri Paesi europei in crisi che hanno realizzato le riforme e cominciano ora a vederne i frutti. Il ministro ha riconosciuto peraltro «le sofferenze del popolo greco» e sostenuto, non è chiaro se in tono ironico, che Varoufakis, con il quale ha avuto nelle scorse settimane una serie di scontri verbali, è «un economista di grande esperienza».
Il ministro greco, che ha preso la parola subito dopo Schaeuble ieri pomeriggio a una conferenza alla Brookings, aveva in programma un incontro con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a un evento nel quale la Casa Bianca ha cercato di fare in modo che il contatto fra i due fosse minimo. Stamane dovrebbe vedere il segretario al Tesoro Usa, Jacob Lew, il quale ha sollecitato Atene a trovare un accordo con i suoi creditori. Gli Stati Uniti sono preoccupati delle implicazioni geopolitiche della situazione della Grecia, Paese che ha importanza strategica nella Nato, ma riconoscono di non poter fare pressione più di tanto sugli europei.
Nel suo intervento alla Brookings, Varoufakis ha sostenuto anche che il mercato del lavoro greco è già del tutto deregolamentato e criticato le privatizzazioni, due delle richieste dei creditori internazionali.
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