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Lagarde assicura: sostegno all’economia fino all’immunità da Covid

«Vaccinare, vaccinare, vaccinare». La ripresa economica post Covid-19 passa da lì. L’esortazione arriva dalla presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, che ieri è intervenuta alla Conferenza interparlamentare sulla stabilità, il coordinamento economico e la governance dell’Ue organizzata dal Parlamento Ue e dalla presidenza di turno portoghese. «La pandemia non è ancora finita», ha avvertito Lagarde: l’azione fiscale dei governi sarà necessaria così come il sostegno da parte della Bce «fino a quando non sarà raggiunta l’immunità diffusa». A differenza delle crisi passate, questa volta la risposta ha visto un «allineamento senza precedenti» di tutte le politiche. «La forza della risposta europea alla crisi è dipesa in modo cruciale dalla forza delle risposte nazionali ed europee in tutti i settori: monetario, fiscale, di vigilanza e regolamentare», ha sottolineato Lagarde. L’allineamento «continuerà a essere fondamentale» per permettere alle politiche di «rafforzarsi a vicenda nell’affrontare due sfide comuni: proteggere l’economia e successivamente trasformarla». È anche l’obiettivo del Recovery Fund lanciato da Bruxelles. «Quando tutti i 27 avranno ratificato la decisione sulle risorse proprie — ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen nel suo intervento —, allora nuovo ossigeno fluirà nella nostra economia. Next Generation è per l’intera Europa e tutta l’Europa ne beneficerà». L’azione della Bce passa, invece, dal programma di acquisto di emergenza (PEPP) da 1.850 miliardi, che sta contribuendo a stabilizzare i mercati. «Le nostre operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine rimarranno una fonte interessante di finanziamento per le banche — ha aggiunto —, sostenendo il flusso di credito a famiglie e imprese». «Questo impegno implica guardare agli indicatori lungo tutta la catena di trasmissione della politica monetaria — ha proseguito Lagarde —, dai tassi a rischio zero ai costi di finanziamento dei governi, ai mercati dei capitali e al credito bancario per famiglie e imprese». In questo contesto «la Bce sta monitorando attentamente l’evoluzione dei rendimenti nominali delle obbligazioni a più lungo termine». «La ripresa sarà incerta e sarà diseguale — ha concluso il presidente del Parlamento Ue David Sassoli —. Abbiamo messo in campo quest’anno degli strumenti e inventato degli strumenti, non dobbiamo fermarci, abbiamo bisogno di altre invenzioni».

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