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Lagarde assicura: «La Bce sarà il ponte fino al vaccino»

La pandemia è un evento «eccezionale» ed eccezionali sono i rischi e le risposte richieste alla politica monetaria e alla politica fiscale in un «policy mix» che mai come ora mette assieme in Europa le autorità macroeconomiche, di supervisione e di legislazione con interventi che interagiscono e si rafforzano l’un l’altro. La Bce continuerà ad esserci, come nella prima ondata, così nella seconda ondata, perchè «siamo, e continuiamo a essere, totalmente impegnati a sostenere i cittadini europei». A fronte di una recessione «insolita, dove il settore dei servizi va peggio del settore manifatturiero e delle costruzioni», in un contesto «unico» e di una ripresa «a scatti, instabile, non lineare», la Bce creerà «un ponte fino al vaccino» e «ricalibrerà» i suoi strumenti principali per contrastare Covid-19, il programma pandemico Pepp e i prestiti mirati all’economia Tltro, li modificherà in «maniera dinamica» nelle prossime settimane seguendo l’evolversi dell’emergenza pandemica.

L’accomodamento della politica monetaria della Bce continuerà a garantire condizioni di finanziamento favorevoli per «l’intera economia, il settore privato e il settore pubblico nello stesso modo». Famiglie, imprese, e governi, dunque, sullo stesso piano.

La presidente della Bce Christine Lagarde ha inaugurato ieri il tradizionale appuntamento del Forum sulle banche centrali con un intervento forte sulle prossime mosse della politica monetaria e sulla strategia di un Consiglio direttivo che ha definito coeso nel superare l’emergenza pandemica e che ha votato all’unanimità la necessità di ricalibrare gli strumenti, in primis Pepp e Tltro. Lagarde ha dato particolare rilievo all’importanza dell’interazione tra politica monetaria e politica fiscale, che si rafforzano l’un l’altra, un concetto rilanciato di recente anche del membro del Comitato esecutivo Fabio Panetta.

Nella crisi pandemica, e imparando la lezione dalla precedente crisi, l’Europa ha reagito con un «policy mix» tra banca centrale, governi, supervisori e legislatori. Dove la banca centrale nel suo accomodamento della politica monetaria favorisce le condizioni di finanziamento di famiglie e imprese e degli Stati. «Ci sono tutte le condizioni affinchè il settore privato e il settore pubblico prendano le misure necessarie», ha affermato Lagarde: i rendimenti dei titoli di Stato di quasi tutti i Paesi nell’area dell’euro sono negativi, ha ricordato. Dando particolare rilevanza all’impatto delle azioni dei governi. «La politica fiscale a volte ha un impatto più grande, perchè può essere più mirata verso quei settori dell’economia che più sono colpiti dalle restrizioni per proteggere la salute».

Lagarde ha citato il responso del sondaggio Bce sui consumatori per sottolineare che «i cittadini che considerano più adeguato l’intervento del governo hanno un comportamento meno precauzionale». Il sostegno dei governi è stato maggiore per le famiglie più colpite nella riduzione dell’orario di lavoro, ha rimarcato, e gli investimenti pubblici funzionano da stimolo a quelli privati. Il rischio della “zombificazione”, tenere in vita aziende decotte, non c’è, ha chiarito. E la Bce sosterrà la domanda ai fini delle dinamiche dell’inflazione, che restano molto incerte a causa della natura a scatti della ripresa.

Le politiche fiscali «possono rispondere direttamente dove l’aiuto è più necessario», ha incalzato Lagarde, sgombrando così il campo da qualsiasi dubbio sulla sua posizione in Consiglio, dopo che il membro uscente del Board Yves Mersch (uscirà il 14 dicembre) in un recente intervento pubblico, abbinato a simili commenti di fonti anonime citate da Reuters, aveva avanzato l’idea di un freno al Pepp per spingere gli Stati ad utilizzare i prestiti del Next Generation EU. Posizione isolata e dalla quale Lagarde ha preso ieri le distanze.

Nell’ambito di questo policy mix, e con una pandemia che si protrarrà prevedibilmente almeno fino alla fine del 2021, ieri il commissario all’economia Paolo Gentiloni ha evocato la possibilità che il Patto di stabilità resti sospeso anche nel 2022. «L’idea di una ripresa a V è un’illusione e non ci ho mai creduto», ha detto Gentiloni in un’intervista al Financial Times. «La clausola di salvaguardia del Patto resterà in vigore per tutto il 2021 ma non significa che da gennaio 2022 sarà interrotta», ha detto ,spiegando che nei prossimi mesi l’Eurozona discuterà se mantenerla per un altro anno. Intanto Lagarde ha parlato per la Bce: ci sarà nella seconda ondata e comunque finchè necessario, fino al vaccino e oltre.

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