Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Lagarde annuncia il riesame a tutto campo delle politiche Bce

FRANCOFORTE

«Sarò me stessa. Sarò differente da Mario Draghi, nella comunicazione». Ha esordito così ieri Christine Lagarde, alla sua prima conferenza stampa da presidente della Bce. Nella forma, il cambiamento si è visto subito. L’annuncio dell’avvio in gennaio della revisione strategica sul modo in cui la Banca realizza il suo mandato sulla stabilità dei prezzi l’ha fatto di sua iniziativa, una sorta di “fuori sacco” cioè subito dopo aver letto la dichiarazione introduttiva e senza «aspettare le domande dei giornalisti» che avrebbe sicuramente avuto e che poi in effetti le sono state comunque rivolte. Ma nella sostanza, Christine Lagarde ha parlato da colomba e riflettendo la linea predominante nel Consiglio direttivo sulla necessità di una «politica monetaria altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo», con tassi e QE e forward guidance invariati. I mercati hanno digerito il tutto bene, senza sussulti, pressochè invariati.

Pur scrollandosi di dosso qualsiasi etichetta, sostenendo di «non essere né falco né colomba» ma semmai civetta nel segno della saggezza e senza vanità, la neo-presidente ha mantenuto il tono della colomba. Ha sottolineato più volte che la crescita «è debole, ammettiamolo», che è vero che si sta avvicinando alla crescita potenziale ma non l’ha ancora raggiunta. Nonostante stia arrivando qualche segnale «incoraggiante» di «stabilizzazione del rallentamento» e sebbene «i rischi al ribasso siano meno pronunciati», gli elementi di incertezza legati alla guerra commerciale tra Usa e Cina e Brexit restano. E la debolezza della crescita pure, con l’inflazione e la proiezione del tasso inflazionistico che «va nella direzione giusta ma il nostro obiettivo non è stato raggiunto». Lagarde ha usato ieri un termine che riflette fedelmente quella che è l’impostazione attuale della politica monetaria della Bce lasciata in eredità da Draghi, e cioè l’utilizzo di un «pacchetto di strumenti» che secondo la numero uno della Bce non vanno visti separatamente in quanto hanno impatti su punti diversi della curva: i tassi negativi sul breve, il QE sul lungo termine, e la forward guidance per prefissare un chiaro calendario. Anche sulle TLTRO III, nonostante l’asta ieri fosse inferiore alle attese, Lagarde ha invitato a non tirare conclusioni affrettate perchè in tutto saranno sette aste. Infine sugli effetti collaterali dei tassi negativi, la neo-presidente ha confermato che la Bce ne è «consapevole» e che li tiene in costante osservazione ma i tassi negativi hanno funzionato per abbassare il costo del credito e aumentare i prestiti a imprese e famiglie e dunque al «reversal rate» non si è arrivati proprio per questo ultimo punto.

Le proiezioni

Importanti ieri le proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti della Bce per l’area dell’euro e riviste lievemente: crescita annua del Pil in termini reali dell’1,2% nel 2019 (dall’1,1% della revisione di settembre), ma dell’1,1% nel 2020 (rispetto all’1,2%) e dell’1,4% nel 2021 e – per la prima volta – il 2022. Ma l’eurozona non rischia la «giapponizzazione». Il tasso annuo di inflazione misurato sullo IAPC è risultato a dicembre dell’1,2% nel 2019 (invariato), dell’1,1% nel 2020 (rispetto all’1,0% di settembre) e dell’1,4% nel 2021 e nel 2022 (rispetto all’1,5% per il 2021 nelle proiezioni di settembre).

Strategic review e clima

Lagarde ha detto che la revisione della strategia sull’implementazione del mandato, che decollerà in gennaio e che dovrà essere ultimata entro il 2020, non è nulla di «strano o straordinario», ma è un esercizio in ritardo in quanto l’ultimo risale a 16 anni fa nel 2003. Non sarà ristretta allo staff della Bce ma coinvolgerà il Parlamento europeo, il mondo accademico, la società civile perchè «non siamo qui a predicare il nostro vangelo». Il fulcro della review sarà il mandato della stabilità dei prezzi, ma terrà conto dei grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi 16 anni: «l’enorme cambiamento tecnologico», «la sfida immensa del cambiamento climatico», «la crescente disuguaglianza nell’economia». Verranno soppesati anche gli strumenti della cassetta degli attrezzi della Bce, il loro funzionamento da soli e in pacchetto. E si discuterà sui diversi tipi di inflazione, percepita dai mercati o dalle famiglie, prevista dalla Bce, core o IACP. Sarà poi il Consiglio direttivo a decidere come procedere.

Indipendenza e politica fiscale

La Lagarde ha infine rimarcato un concetto chiave, quello dell’indipendenza della Bce, che va rispettata e valorizzata. E che le banche centrali e i governi concorrono tutti a sostenere la crescita e l’occupazione, ognuno utilizzando i propri strumenti per i rispettivi obiettivi: politica monetaria, politica fiscale e riforme strutturali.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Possono non piacere le strategie, ma non si possono negare i risultati. Mediobanca avvia il nuovo es...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nel terzo trimestre la tolleranza al rischio delle banche italiane è mutato, facendo emergere un «...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Un piano solido in un momento difficile per il sistema Paese in cui Acea, in virtù del suo busine...

Oggi sulla stampa