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L’adesione dribbla l’esecutività

di Andrea Carinci e  Dario Deotto

Doppia via per gli atti delle Entrate che stanno giungendo in questi giorni ai contribuenti: per alcuni, entrano in gioco le nuove disposizioni sull'"esecutività", mentre per altri continuano a valere le vecchie regole. Con riferimento a questi ultimi, va sottolineato che sono, ad esempio, esclusi dalle nuove regole sull'"esecutività" gli atti di adesione che non sono preceduti dalla notifica dell'atto di accertamento. Ciò avviene nel caso dell'adesione all'invito al contraddittorio o al processo verbale di constatazione oppure nel caso di accertamento concluso a seguito dell'invito al contraddittorio emanato spontaneamente dall'agenzia delle Entrate (per esempio per studi di settore e redditometro): in tutte queste ipotesi, non entrano in gioco le nuove norme sull'"esecutività". Eventualmente, se il contribuente, in caso di rateizzazione, non eseguirà il pagamento di una rata successiva alla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, l'ufficio provvederà all'iscrizione a ruolo delle residue somme dovute, con il problema della sanzione del 30% elevata al doppio (60%) sull'importo dovuto a titolo di tributo. Il problema si pone in quanto la sanzione del 30% non può essere applicata in presenza di iscrizione a ruolo (così dispone l'articolo 13, comma 2, decreto legislativo 471/1997).

Diverso è il caso in cui il contribuente sia stato raggiunto in questi giorni da un atto di accertamento "esecutivo" (si veda la "fotografia" di uno di questi riportato in pagina). In questa ipotesi entrano in gioco tutte le nuove regole, in particolare il fatto che l'atto viene ad assumere una triplice valenza: quello di atto impositivo, di titolo esecutivo e di precetto. Tuttavia, nel caso in cui il contribuente presenti istanza di accertamento con adesione e poi trovi l'"accordo" con il Fisco, tutte queste conseguenze non si hanno: con il pagamento della prima rata la definizione risulterà perfezionata. Semmai, il problema si pone se il contribuente non provvede a pagare una rata successiva alla prima. In questo caso vi è una norma nell'ambito delle disposizioni sugli atti esecutivi (articolo 29, primo comma, lettera a del decreto legge 78/2010) che dispone il rinnovo dell'intimazione ad adempiere (cioè della funzione di precetto) per il mancato pagamento delle rate successive alla prima in seguito all'accertamento con adesione. La norma stabilisce che il versamento delle somme dovute deve avvenire entro sessanta giorni dal ricevimento della raccomandata. Si intuisce, quindi, che se il contribuente non paga una rata entro il termine di quella successiva, l'agenzia delle Entrate dovrà notificare al contribuente un atto in cui verrà richiesto il pagamento di tutto quanto ancora dovuto, con il problema della sanzione del 60% di cui si è fatto cenno prima. Questo a meno che non si intenda che la norma della manovra estiva di quest'anno (Dl 98/2011), la quale prevede l'iscrizione a ruolo delle somme ancora dovute nell'ipotesi di mancato pagamento delle rate da accertamento con adesione (con la "fantomatica" sanzione del 60%), trovi applicazione anche in questo caso. Se fosse così ritornerebbe, però, in gioco il ruolo quando la norma del Dl 78/2010 lo ha soppresso anche per l'ipotesi del mancato pagamento di una rata dell'accertamento con adesione successivo a un atto "esecutivo". Si tratterebbe, quindi, di un'incongruenza. Né può valere il fatto che, in base alla nota dell'agenzia delle Entrate del 30 settembre 2011, il riferimento possa andare all'istituto dell'acquiescenza (articolo 15, decreto legislativo 218/1997): infatti, l'eventuale "sopravvivenza" del ruolo deve valere sia per il mancato pagamento delle rate dell'accertamento con adesione che dell'acquiescenza. Vi è molta confusione nella materia: la soluzione più coerente e sistematica porta a ritenere che quando l'atto è "esecutivo" poi non può mai entrare in gioco il ruolo, nemmeno quando il contribuente non paga una rata (entro il termine di quelal successiva) dell'accertamento con adesione o dell'acquiescenza conseguente all'atto esecutivo.
 

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