Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«L’addendum Npl può slittare ma le banche siano pronte»

Il tema dei crediti deteriorati continua a rimanere al centro del dibattito finanziario europeo. E in particolare in cima alla attenzioni della Vigilanza bancaria che, anche ieri, per voce della numero uno Danièle Nouy, ha ribadito come le banche europee debbano fare di più e più in fretta per ripulire i loro bilanci. Dal discorso della funzionaria francese emerge, come già reso noto a inizio dicembre, che il famigerato addendum sugli Npl entrerà in vigore un po’ più in là rispetto alle previsioni iniziali, fissate per marzo. Attenzione: non ci sarà nessun rinvio della finalizzazione del documento, che infatti sarà chiuso entro il primo trimestre di quest’anno, conferma Nouy. Ma come annunciato dalla Vigilanza in occasione della consultazione pubblica tenutasi due mesi fa a Francoforte, la Bce potrebbe «spostare la data di applicazione» della nuova guidance della Bce sui crediti deteriorati. Sul timing non è arrivata nessuna indicazione specifica. Ma in molti scommettono a questo punto che la misura – che prevede una svalutazione integrale dei crediti in due anni se non garantiti e in sette anni se garantiti – possa scattare a giugno o, al più tardi, all’inizio del 2018.
Va detto che poco cambierebbe, agli occhi del mercato. Perchè di fatto a contare è la sostanza della misura. E anche su questo è difficile intravedere sostanziali cambi di passo nella linea dura adottata dall’Ssm. Ieri la responsabile degli sceriffi Bce si è mostrata aperta a considerare «tutti i commenti e le opinioni legali» che sono stati inviati nell’ambito della consultazione pubblica conclusa l’8 dicembre. E che l’addendum sarà modificato «di conseguenza». Francoforte chiarirà inoltre «il contesto del secondo pilastro»: una frase che lascia intendere come la Vigilanza voglia rispondere ai dubbi di legittimità arrivati da più parti sul potenziale “abuso” di potere di cui potrebbe essersi macchiata la Vigilanza, cui spetta l’intervento sui requisiti prudenziali aggiuntivi di secondo pilastro e non sul primo, su cui possono agire invece solo i legislatori.E proprio sul tema del primo pilastro, e di un backstop di provisioning prudenziale, Nouy ha sottolineato che è in corso un dialogo con la Commissione europea, con cui potrebbe essere raggiunto un accordo.
Insomma, per capire il contenuto finale delle linee guida Bce sui crediti occorrerà attendere ancora qualche settimana. Difficile tuttavia che Francoforte cambi idea sull’area di svalutazione dei crediti deteriorati. L’ipotesi al momento più accreditata è che le nuove regole sull’accantonamento automatico degli Npl riguardino anche i crediti già erogati e non – come chiesto dalla Commissione Ue e auspicato dall’Italia – solo i crediti di futura emissione. Forse anche per questo il messaggio della Nouy ieri le banche è netto: preparatevi per l’addendum.E muovetevi ora, visto che le condizioni economiche sono propizie. La pulizia dei bilanci, benchè la quantità di Npl sia diminuita nell’ultimo anno, deve insomma continuare per la Vigilanza perchè gli 800 miliardi di euro di Npl in giro in Europa rappresentano ancora un problema difficile da trascurare.Alle sollecitazioni di madame Nouy ha risposto, indirettamente, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, secondo cui «non c’è nessun paese come l’Italia che vuole ridurre velocemente gli Npl».
Accanto ai crediti deteriorati l’altro banco di prova per il comparto bancario sarà costituito dagli stress test. Mercoledì prossimo l’Eba alzerà il velo sugli scenari macroecomici che saranno usati per verificare la tenuta delle banche. Come avvenuto nel 2016, gli stress test, i cui esiti saranno resi pubblici, non saranno “pass-or-fail”. Ma come già accaduto, ha ricordato la Nouy, in caso di deficit di capitale nello scenario di base le banche saranno chiamate a coprire il buco. E a fronte di un deficit nello scenario avverso, Bce valuterà caso per caso se le banche dovranno ricapitalizzare.

Luca Davi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il caso Unicredit-Mps, che ha posto le premesse per il passo indietro dell’ad Jean Pierre Mustier ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il lockdown la richiesta di digitalizzazione dei servizi finanziari è aumentata e le banche han...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Credito Valtellinese ufficializza il team di advisor che aiuterà la banca nel difendersi dall’...

Oggi sulla stampa