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L’acquisto di azioni non prova la scalata

Il semplice acquisto di azioni non è un indizio per sè solo sufficiente a rivelare un contestuale patto di scalata. Inoltre, in caso di cessione della banca scalante, la sanzione per “mancata trasparenza” sulle partecipazioni rilevanti non può che colpire l’istituto che ingloba quello in cui erano stati commessi gli illeciti.
Con due sentenze contestuali (9963 e 9964, depositate ieri) la Seconda civile della Cassazione cancella definitivamente le multe irrogate da Consob per la scalata a Bnl da parte di Carige e di Bpi, fatti risalenti alla calda estate del 2005. Ma se nel primo provvedimento (9963) la Corte ha solo confermato le decisioni di merito – in cui l’Appello di Genova aveva annullato le sanzioni della Consob – per quanto riguarda il caso Banca popolare italiana (sentenza 9964) la Seconda civile ha definitivamente affossato la multa di 800 mila euro inflitta nel 2009 a Giampiero Fiorani (ad) e Gianfranco Boni (ceo) di Bpi.
Nella scalata “genovese” la Consob aveva sanzionato la mancata pubblicazione del patto parasociale tra Carige e Unipol, avente ad oggetto l’acquisto concertato di azioni ordinarie di Bnl per arrivare ad avere un’influenza dominante su quest’ultima. A giudizio dell’organo di controllo, l’operazione era chiara (alias “stipulata”) già due settimane prima della comunicazione al mercato, quando Carige acquistò le azioni Bnl. La seconda tranche dell’accordo, autonoma a giudizio di Consob, aveva solo meglio definito la gestione della partecipazione azionaria e relativi impegni di lock up, di non adesione all’Opa (concorrente) di Bbva, di prelazione e di opzione put. Da qui le contestazioni dell’articolo 122 del Tuf sugli obblighi di trasparenza dei patti parasociali.
Tuttavia la Cassazione ha preso la distanze da tale lettura, sottolineando che il giorno in cui si finalizzarono gli acquisti azionari mancava ancora l’accordo su aspetti sostanziali, dalla governance di Bnl all’esercizio congiunto di un’influenza dominante, dalle modalità di trasferimento delle azioni a Unipol al divieto di aderire alla controfferta Bbva. Tutti vincoli che, scriveva la stessa Consob nell’istruttoria, furono chiari solo due settimane dopo, quando il patto venne reso pubblico. Quindi, dal punto di vista civilistico, siamo di fronte a un accordo («patto parasociale») perfezionatosi solo alla definizione di tutti gli aspetti rilevanti e caratterizzanti. Da qui la conferma dell’annullamento delle sanzioni.
Sull’altro versante (scalata Bnl da parte di Bpi), la Cassazione ha invece annullato senza rinvio le multe Consob. Qui il tema è, scrive la Corte, che nella cessione di azienda in favore di una banca si deroga al codice civile (art 2560: «debiti relativi all’azienda ceduta») nel senso che alla cessionaria si trasferisce anche l’obbligazione sanzionatoria ricompresa tra i debiti della banca cedente. E tra i rapporti attivi e passivi ceduti, aggiunge la Seconda, «devono intendersi anche quelli derivanti dallo svolgimento dell’attività finanziaria».

Alessandro Galimberti

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