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L’accertamento esecutivo al via

 di Andrea Bongi 

L'accertamento esecutivo scalda i motori e trova i codici per i versamenti. In vista del 1° ottobre, data del debutto della nuova procedura di riscossione accelerata, l'Agenzia delle entrate attraverso la risoluzione n. 85/e di ieri, ha istituito i codici tributi necessari per i versamenti dei singoli tributi e i relativi interessi dovuti per la fase contenziosa e per gli adempimenti diversi da quelli connessi agli istituti definitori. A breve, si legge nella risoluzione stessa, verranno individuati anche gli ulteriori codici tributo necessari per il versamento delle sanzioni relative ai tributi contenuti nei nuovi avvisi di accertamento esecutivi.

L'operazione concentrazione della riscossione nell'accertamento, introdotta nel nostro ordinamento dall'articolo 29 del decreto legge n. 78/2010, sta dunque per prendere definitivamente il via.

Come è noto grazie ad essa, gli accertamenti notificati a partire da sabato prossimo, 1° ottobre 2011, se riferiti a imposte dirette, imposta regionale sulle attività produttive e imposta sul valore aggiunto, relative ai periodi d'imposta in corso al 31 dicembre e successivi, conterranno anche l'intimazione a adempiere entro il termine di presentazione del ricorso. Per tali avvisi di accertamento scomparirà dunque la seconda fase della riscossione che fino a oggi era caratterizzata dall'emissione e dalla notifica al contribuente della cartella esattoriale con funzione di vero e proprio titolo esecutivo.

Con il debutto dei nuovi accertamenti esecutivi la riscossione si concentra dunque nell'avviso di accertamento evitando la fase della cartella esattoriale dalla quale derivano non solo un allungamento dei termini della riscossione, ma anche notevoli rischi connessi alle procedure e ai meccanismi di notifica.

Ovviamente l'avviso esecutivo deve contenere già l'indicazione delle somme dovute dal contribuente a titolo provvisorio nell'ipotesi in cui contro l'accertamento sia prodotto ricorso presso la competente commissione tributaria.

A questo proposito occorre ricordare che proprio in virtù dell'imminente debutto degli accertamenti esecutivi il legislatore, con il dl n. 70/2011, ha ridotto gli importi dovuti a titolo provvisorio che sono ora previsti nella misura pari ad un terzo del dovuto a titolo di imposta in luogo della precedente metà.

I codici tributo istituiti tramite la risoluzione di ieri sono proprio destinati al pagamento delle somme corrispondenti ad un terzo del tributo da versare a titolo provvisorio in pendenza di ricorso. Ovviamente il contribuente potrà opporsi a tale pagamento attivando la procedura cautelare della richiesta di sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato ai sensi dell'articolo 47 del dlgs n. 546/92. Richiesta di sospensione nei confronti della quale la commissione tributaria dovrà ora decidere entro i 180 giorni dalla presentazione dell'istanza stessa.

I codici tributo istituiti con la risoluzione di ieri potranno essere inoltre utilizzati per il pagamento delle somme dovute a seguito di adempimenti diversi rispetto a quelli connessi agli istituti definitori che potrebbero interessare l'avviso di accertamento.

Tali codici tributo dovranno essere indicati nella sezione «Erario» del modello di pagamento F24 in corrispondenza della colonna relativa agli importo a debito versati.

Il contribuente dovrà avere altresì cura di compilare anche i campi della delega relativi al codice ufficio, al codice atto ed all'anno di riferimento, per consentire al sistema informativo delle entrate di agganciare il pagamento effettuato con l'atto di accertamento esecutivo notificato.

Quando il versamento si riferisce alle addizionali comunali o regionali Irpef o all'imposta regionale sulle attività produttive, il contribuente dovrà aver cura inoltre di valorizzare anche il campo relativo agli enti locali titolari della riscossione utilizzando gli appositi codici relativi alle singole regioni ed enti locali.

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