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L’abuso del diritto cerca lo sprint

ROMA – Certezza del diritto entro luglio. È l’obiettivo che il Governo si sarebbe prefissato per attuare il capitolo della delega che prevede la codificazione dell’abuso del diritto, la revisione del sistema sanzionatorio, la compliance fiscale e la riscossione.
Per riuscirci, a breve, verrà costituito un gruppo di lavoro ristretto già ribattezzato «gruppo Gallo». A presiederlo, infatti, verrebbe chiamato l’ex ministro delle Finanze ed ex presidente della Corte costituzionale, Franco Gallo. Una figura super partes cui affidare il ruolo di “arbitro imparziale” nella delicata fase di attuazione di questo spicchio della delega fiscale. Gli interessi tra amministrazione e imprese sull’abuso del diritto sono spesso contrapposti; così come all’interno delle amministrazioni fiscale e della giustizia sulla revisione delle sanzioni amministrave e penali le distanze su alcune interpretazioni potrebbero rallentare eccessivamente i lavori di attuazione della delega.
Nel «gruppo Gallo» verrebbero chiamati rappresentanti delle amministrazioni (Entrate e Giustizia), quelli del Mef (dal legislativo al dipartimento delle Finanze), accademici ed esperti del settore, nonché i rappresentanti delle imprese. A breve, dunque, salvo inaspettati ripensamenti, si procederà alla costituzione del gruppo per arrivare in tempi rapidi all’attuazione del pacchetto «certezza del diritto».
Il problema di disciplinare l’abuso del diritto emerge sempre più dalle pronunce della giurisprudenza tributaria di merito e di legittimità. E anche i dati del contenzioso – seppur indirettamente – possono indurre a pensare che molte liti (anche se non è possibile stabilire quante con esattezza) nelle fasce di valore più alte possano essere riconducibili a contestazioni di abuso o elusione. Del resto i contenziosi da un milione di euro in su – seppur numericamente molto esigui in termini di ricorsi – pesano circa il 75% sul valore complessivo delle liti, giunto lo scorso anno a 36 miliardi di euro (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).
Intanto il lavoro non manca per rendere operativa anche altre parti della delega. Come aveva già anticipato in audizione la scorsa settimana il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, si procederà subito ad affrontare alcune emergenze con la messa a punto dei primi decreti delegati. Oltre ai provvedimenti per mettere in moto la più complessa riforma del catasto, si lavorerà nell’immediato a superare lo stato di “proroga continua” in cui versa la riscossione locale. Si metterà mano alle tanto attese (e fin troppe volte promesse) semplificazioni fiscali. In questo senso si punta alla dichiarazione dei redditi precompilata per dipendenti e pensionati – promessa dallo stesso premier Matteo Renzi – e alla riduzione degli adempimenti e degli oneri sulle imprese. E non si esclude di “rimettere in careggiata” anche il Ddl sulle semplificazioni (atto Senato 958) ormai arenatosi da quasi un anno nelle secche di Palazzo Madama.
Tra le emergenze spicca anche la revisione della tassazione sui tabacchi. Tra guerra dei prezzi sulle “bionde” e scontro tra produttori, tabaccai e amministrazione sulle sigarette elettroniche a perderci è stato lo Stato: nell’ultimo anno per al prima volta l’Erario ha visto letteralmente andare in “fumo” 543 milioni di euro del gettito fino a oggi garantito dal tabacco. Sulle sigarette il nodo da affrontare è quello della revisione dell’accisa intermedia e di una più generale revisione della fiscalità sul fumo, rivedendo al rialzo la componente fissa delle accise e riequilibrando contestualmente la componente variabile in modo da garantire stabilità sia alle entrate dell’Erario sia al mercato dei prezzi.
Sulle sigarette elettroniche, poi, è attesa oggi la sentenza del Tar del Lazio che si deve pronunciare sul sistema autorizzatorio e impositivo delle e-cig. E da uno studio Casmef Luiss, reso noto in questi giorni da Anafe-Confindustria, il nuovo regime di tassazione sul settore introdotto dal Governo Letta ha di fatto paralizzato il mercato con mancati ricavi per il settore di circa 33 milioni e di conseguenza con una perdita per le casse dell’Erario.

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