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L’Abi sfida la Ue sui quattro salvataggi

Le banche italiane sono «determinate» ad andare avanti nel salvataggio di Cassa di risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti tramite il Fondo interbancario di tutela dei depositi. E intendono farlo «entro l’anno». Lo ha spiegato ieri il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, dopo la riunione del comitato esecutivo dell’Associazione. «Le banche italiane – ha sottolineato – sono tanto determinate a realizzare i salvataggi dei quattro istituti in crisi, che hanno deciso unanimemente di destinarvi 2 miliardi di euro di risorse private. Cosa si può chiedere di più alle banche che salvarsi da sole? Più che pagare di tasca propria, cosa si possono inventare? Lo vogliamo fare subito, entro l’anno. Se non ci fosse questa determinazione – ha aggiunto – il Fondo interbancario non avrebbe già fatto da otto mesi tutte le delibere del caso».Nei giorni scorsi, Patuelli aveva fatto sapere di essere pronto a un ricorso, qualora l’Ue decidesse di vietare il salvataggio di istituti con il Fondo interbancario, e ieri lo ha ribadito: se da Bruxelles arrivasse uno stop, ha spiegato, «leggeremmo le carte con grande attenzione» perchè «siamo fortemente europeisti ma non siamo europeisti acritici». Sinora, da Bruxelles non è arrivata alcuna risposta e, in mancanza di autorizzazione, il Fondo interbancario non può essere attivato. «Abbiamo consapevolezza dei nostri doveri e dei nostri diritti, ma anche del fatto che le autorità di Bruxelles – ha fatto notare il numero uno di Palazzo Altieri – non sono superiori ai trattati. L’Europa non è una monarchia assoluta, non ha una costituzione ma ci sono dei trattati e un diritto molto cospicuo».All’esecutivo Abi era presente anche il presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, Roberto Gualtieri, che ha sottolineato come il salvataggio attraverso il Fondo interbancario sia «una fattispecie contemplata dalla normativa europea». Lo stesso Gualtieri, peraltro, ha sostenuto che servirebbe più equanimità da parte della Dg competition di Bruxelles anche a proposito di bad bank (altro terreno sul quale non è arrivata ancora nessuna risposta al governo italiano, dopo otto mesi di dialogo) . Gualtieri ha infatti ricordato il caso Hsh Nord bank, la banca tedesca detenuta in maggioranza dai governi dello Schlewsig Holstein e di Amburgo, recentemente ricapitalizzata e ristrutturata con il placet della Commissione, secondo uno schema che prevede la cessione di oltre 6 miliardi di non performing loans a un veicolo posseduto dagli azionisti della banca.«E’ vero che su Hsh Nordbank stiamo parlando del prolungamento di una garanzia attribuita precedentemente ad una normativa più stringente- ha osservato – ma allo stesso tempo tale garanzia è stata rinnovata recentemente per 3 miliardi.E sarebbe opportuna una effettiva equanimità della Dg Competition, che non sempre appare ottimale».
Nella conferenza stampa di ieri,il presidente dell’Abi è tornato ad auspicare tempi più stretti per la piena realizzazione dell’Unione bancaria. «Il periodo indicato di dieci anni – ha detto – a me sembra eccessivamente lungo. Soprattutto dopo le stragi di Parigi, dobbiamo avere la consapevolezza non solo delle misure di sicurezza, ma delle strategie a livello di Unione europea in modo da non dare impulso a vecchi e nuovi nazionalismi».In tema di sicurezza, in ogni caso, non ci sono timori particolari:il sistema bancario non è in una posizione critica o di pericolo dopo i recenti attacchi terroristici di Parigi. «Le istituzioni della Repubblica non mi hanno segnalato alcunchè di problematico» ha spiegato Patuelli. «Il mondo bancario e’ avanti in termini di sicurezza sia fisica,effettuata ad esempio con le telecamere che sono assolutamente e sempre a disposizione delle autorità giudiziarie, sia sulla sicurezza informatica».
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