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L’Abi ribadisce: rischi Basilea 3

L'Abi lo va dicendo da mesi: le regole di Basilea 3 rischiano di danneggiare in modo grave il sistema bancario, anche quello italiano, uscito meglio di altri dalla crisi. Ora cerca alleati nelle imprese per una battaglia comune, che non danneggi le economie del continente. Quanto questa campagna mediatica potrà avere riscontro a livello europeo è però tutto da verificare.

«Regole sì, ma in sintonia con le esigenze dell'economia reale. Lo chiede l'industria bancaria e lo chiedono anche le imprese. Sono maturi i tempi per un impegno comune per far sì che l'applicazione di Basilea3 sia conforme alla struttura produttiva nazionale ed europea perché così com'è formulata oggi, rischia di provocare penalizzazioni per il sistema produttivo nazionale, già messo a dura prova dalla crisi».

Lo ha ripetuto ieri il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del Convegno Basilea 3-2011. «Banche e imprese condividono timori e valutazioni sulle nuove misure e in maniera congiunta hanno formulato una proposta che, senza mettere in discussione l'impianto della direttiva, prevede un meccanismo di correzione che limita i rischi di una restrizione del credito per le piccole e medie imprese, ossatura dell'economia italiana ed europea». Sabatini ha così commentato l'iniziativa che vede unite Abi, Confindustria, Alleanza cooperative e Rete imprese Italia, le rappresentanze del mondo produttivo europeo e che prevede l'introduzione di un fattore moltiplicativo, il «Pmi supporting factor», che, applicato al calcolo del rischio di credito, associato al comparto pmi delle banche, possa compensare l'incremento quantitativo del requisito patrimoniale minimo richiesto dalla direttiva ed evitare, così, il rischio di un restringimento del credito.

Il rischio di un calo del tasso di crescita del credito disponibile, infatti, potrebbe avere un effetto negativo rilevante sulla velocità di ripresa dell'economia, con un diverso impatto tra Europa e Stati Uniti a causa della diversa dipendenza dal credito bancario da parte delle imprese. In particolare, l'impatto sarebbe più significativo per le pmi europee che dipendono in misura maggiore dal credito bancario. Secondo stime dell'Abi, il credito bancario erogato alle imprese, in percentuale del totale, ammonta a circa il 74% nell'area euro, contro il 24% circa negli Stati Uniti.

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