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L’Abi: il governo candidi l’Italia a sede dell’antiriciclaggio Ue

L’Associazione bancaria italiana scende in campo con una lettera per chiedere al governo di assumere un’iniziativa affinchè la nuova Autorità europea antiriciclaggio alla quale la Commissione Ue sta lavorando a inizio 2020 abbia sede in Italia.

La presa di posizione dell’Abi arriva a pochi giorni da una richiesta analoga fatta dall’associazione bancaria tedesca. «Una domanda tedesca per avere la sede di questa autorità sarebbe un forte segnale che il tema è preso sul serio dalla politica», aveva dichiarato il direttore esecutivo Christian Ossig ai giornali. Sicuramente sarebbe un segnale anche per le banche tedesche che sinora sono quelle che più di altre in Europa hanno avuto problemi di riciclaggio. «Credo che l’Italia abbia serie argomentazioni a supporto della richiesta di portare l’Agenzia in Italia – osserva Antonio Patuelli, presidente dell’Abi -. Nei due maggiori paesi dell’Unione, Francia e Germania, sono concentrate molte Autorità importanti . In Francia ci sono Eba, Esma ma non solo. C’è l’ufficio comunitario delle varietà vegetali rilevante per mondo agricolo; e ancora l’agenzia della Ue per le ferrovie, l’ Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi di It e l’ Agenzia per le politiche di sicurezza e di difesa. In Germania, oltre a Bce e Ssm, ci sono anche l’Agenzia europea per la sicurezza aerea a Colonia e l’Eiopa a Francoforte. Il livello di sottorappresentanza italiana lo si vede dal fatto che noi abbiamo l’Agenzia per la sicurezza alimentare a Parma e la fondazione europea per la formazione a Torino. Non abbiamo nessuna agenzia di carattere giuridico finanziario».

In verità anche il confronto con altre economie della Ue meno rilevanti dell’Italia è impietoso: in Spagna c’è l’Agenzia per la salute e la sicurezza del lavoro, in Grecia c’ è l’Agenzia europea per la cybersecurity; a Malta c’è l’ufficio europeo per il sostegno per l’asilo. Ai Paesi Bassi è stata assegnata l’Agenzia per il farmaco, alla quale aspirava l’Italia; lì ha anche sede l’Europol.

«A supportare la richiesta italiana ci sono le argomentazioni non contestabili su un criterio distributivo che ha penalizzato l’Italia – conclude Patuelli -. Le competenze del nostro paese e delle banche italiane, poi, sull’antiriciclaggio sono note. Ritengo che oggi l’Italia abbia un presidente del consiglio assai capace per sviluppare le relazioni necessarie a questo obiettivo e abbiamo a Bruxelles un commissario europeo, Paolo Gentiloni, sicuramente influente. Le capacità negoziali non ci mancano». Nella nota diffusa ieri da Patuelli assieme al dg Giovanni Sabatini si sottolinea come in Italia «operino assai importanti comunità finanziarie e di alti studi giuridici ed economici».

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