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La7 «vale» almeno 81 milioni

MILANO — La bolla che a inizio settimana ha avvolto Telecom Italia Media ha perso pressione dopo che Mediaset ha chiarito che alla vendita di La7 non è interessata. «Se fosse un gioiellino — ha fatto notare il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi — perché un colosso come Telecom, con tutte le perdite e gli investimenti già sostenuti negli anni dovrebbe disfarsene?». Il titolo della società a cui fanno capo l’emittente tv e tre multiplex in digitale terrestre ha perso così il 10% a Piazza Affari, dopo aver guadagnato in due sedute oltre il 30%. A ridimensionare le aspettative del mercato hanno contribuito anche i paletti fissati da Franco Bernabè. Il presidente di Telecom martedì ha spiegato che La7 è sì in vendita, ma non a qualsiasi prezzo, e che oltre all’offerta economica conteranno le garanzie che forniranno i potenziali interessati.
Sta ora agli advisor, Mediobanca e Citi, costruire le condizioni migliori perché le richieste di Telecom siano soddisfatte. E non è semplice. La valutazione di 200 milioni di euro fatta dagli analisti non avrebbe trovato riscontro nelle analisi dei broadcaster (Discovery, Liberty Media, Rtl e NewsCorp) che si sono fatti avanti per vedere le carte. Mediaset lo ha detto chiaramente. E lo stesso discorso vale per Sky Italia che ha fatto sapere di non essere interessata.
Ma anche per la stessa Telecom il valore di base sarebbe più basso, pari a 81,3 milioni di euro. La stima è contenuta nella perizia conclusa il 19 luglio da Ernst&Young sull’emittente tv e sul 51% di Mtv, ovvero il ramo d’azienda conferito da Ti Media alla newco La7 srl, controllata al 100%. La scissione è stata effettuata proprio per consentire la vendita della sola tv nell’ambito della più ampia «valorizzazione» di Ti Media — stimata sul mercato complessivamente mezzo miliardo. La valutazione del «fair value» è basata sui conti del primo trimestre (con il criterio patrimoniale semplice e dei multipli di Borsa) e comprende attivi e passivi del ramo trasferito.
Dai numeri emerge una realtà strutturata: i dipendenti in carico sono 505 tra giornalisti, tecnici, impiegati, artisti. I debiti ammontano a circa 122 milioni divisi tra debiti operativi (85 milioni), debiti finanziari (27,5 milioni) e 9,6 milioni di fondi rischi, in particolare legate a controversie di lavoro e fornitura: ci sarebbero anche questi aspetti di rigidità fra i motivi che avrebbero allontanato Mediaset dalla gara. Oltre al patrimonio c’è l’aspetto economico da considerare: nel semestre La7 ha registrato ricavi per 70 milioni (-1,5%), margini operativi lordi negativi per 34,5 milioni, e 37,5 milioni di perdita (peggiorati del 23% sul primo semestre del 2011). Ad agosto la raccolta pubblicitaria è salita del 10% a fronte di un -11% del mercato. Lo share medio è del 3,5%.

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