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La7, slitta l’accordo con Cairo Ti Media chiede garanzie

MILANO — Prosegue la trattativa in esclusiva fra Telecom Italia Media e Urbano Cairo per la cessione della tv La7. Ieri il consiglio della società controllata dal gruppo di telecomunicazioni, al termine di una lunga riunione, ha deciso di rinviare il closing al prossimo board del 4 marzo già previsto sui conti.
Con una nota diffusa in serata Ti Media ha dunque comunicato che il consiglio, «riunitosi sotto la presidenza di Severino Salvemini, è stato aggiornato sullo stato avanzato della negoziazione con Cairo communication per la cessione del 100% di La7 (a esclusione del 51% di Mtv) e ha deliberato di aggiornare al prossimo» board «l’approvazione definitiva dell’operazione, in quanto la definizione di alcuni aspetti contrattuali è tuttora in corso di perfezionamento». In quella riunione già da tempo in calendario saranno anche valutati «gli effetti economici e patrimoniali dell’operazione». Consiglieri, tecnici e legali sono perciò al lavoro senza sosta perché gli aspetti da includere nel contratto finale di vendita sono numerosi e complessi. L’esclusiva sarebbe formalmente già scaduta ma il negoziato prosegue nell’auspicio condiviso di chiudere entro la data del prossimo board di Ti Media.
Fra gli aspetti in via di definizione ci sono le garanzie richieste a Cairo dalla società del gruppo guidato da Franco Bernabè in relazione a due punti in particolare: l’impegno da parte del compratore a investire la «dote» di circa 95 milioni, compresa nel pacchetto della cessione, nella ristrutturazione e rilancio della televisione (e non, per esempio, nella distribuzione di dividendi); l’assicurazione che la La7 non sarà rivenduta a terzi per un periodo che potrebbe andare fra 18 e 24 mesi.
C’è poi, sempre fra gli altri, anche un terzo punto all’attenzione di controparti e legali. In sostanza si tratta del «tasto 7» del telecomando: un operatore aveva presentato sul punto un ricorso all’authority del settore che l’ha rinviato al Consiglio di Stato e il contenzioso è ancora in atto. Il rischio di vedersi «sottratto» il canale 7 è considerato remoto ma l’eventualità potrebbe avere un impatto significativo. Perciò, in considerazione anche dei tempi di soluzione di questo contenzioso, la cui gestione passa al compratore, al tavolo della trattativa si discute anche sull’ipotesi di un possibile indennizzo nel caso alla tv venga assegnata una «posizione sul telecomando» ritenuta penalizzante.
Il «cantiere» dunque resta aperto, ma da entrambe le parti si sottolinea che si lavora a ritmo spedito nella convinzione di chiudere per il 4 marzo. Difficile al momento fare ipotesi sulle possibili conseguenze nel caso non si arrivasse per quella data a un accordo conclusivo e quindi alla definizione completa del contratto di vendita. L’offerta di Cairo è stata preferita dal consiglio di Telecom Italia rispetto a quella del fondo di private equity Clessidra, mentre non era stata presa in considerazione la manifestazione di interesse avanzata da Diego Della Valle perché considerata «fuori tempo massimo».
Nella nota di Ti Media viene anche comunicato che il consiglio ha inoltre preso atto delle dimissioni di Mauro Giusto (ex responsabile delle comunicazioni del gruppo Generali) per «sopravvenuti impegni professionali e personali». Giusto aveva votato contro la vendita della tv nel precedente board del 18 febbraio.
Ieri in Borsa Ti Media ha guadagnato il 2,74% a 0,16 euro e Telecom Italia lo 0,91% a 0,55 euro, Cairo communication lo 0,75% a 2,64 euro.

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