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La7 passa a Cairo per un milione di euro

Dopo 12 anni di perdite, aumenti di capitale e svalutazioni, Telecom Italia passa la “patata bollente” de La7 alla Cairo Communication, il gruppo che fa capo a Urbano Cairo e che da anni raccoglie la pubblicità per il terzo polo televisivo italiano. Il prezzo simbolico pagato dall’editore è di un milione di euro, in cambio però Cairo riceverà La7 pulita dai debiti con un patrimonio di 138 milioni di cui almeno 88 milioni di cassa, una cifra capace di coprire le perdite per almeno 12-18 mesi. In parallelo Cairo, che nell’operazione è stato assistito da Lazard e dallo studio Erede, si è impegnato a non vendere La7 per almeno 24 mesi dal closing dell’operazione.
A questo punto, solo un intervento a gamba tesa dell’AgCom, ritenuto poco probabile, prima dell’esecuzione del contratto prevista entro l’estate, potrebbe bloccare l’operazione. Se invece in futuro l’AgCom decidesse comunque di togliere l’emittente dal tasto numero 7 del telecomando, Cairo avrebbe diritto a un ulteriore indennizzo fino a un massimo di 20 milioni di euro. TiMedia si impegna inoltre a farsi carico di un’ottantina di dipendenti del gruppo e a rivedere il contratto di affitto del multiplex digitale «alle migliori condizioni di mercato», vale a dire applicando uno sconto significativo rispetto al canone che La7 ha pagato finora (circa 17 milioni all’anno). Per portare a termine l’operazione con Cairo, Telecom cancellerà 100 su 260 milioni di crediti che vanta nei confronti della controllata TiMedia, un’operazione che è necessaria per dotare La7 di quegli 88 milioni di liquidità previsti dal contratto.
La notizia annunciata da Gad Lerner con un tweet, e su cui la Consob ha acceso un faro, è stata accolta negativamente dal mercato. Gli investitori avevano sperato nell’offerta di Clessidra che avrebbe comportato il lancio di un’Opa su quel 22,3% del capitale che è ancora flottante in Borsa. E così il titolo ha iniziato a perdere, chiudendo in calo del 6,4% a 0,157 euro anche a seguito di risultati di bilancio peggiori delle attese. TiMedia ha concluso il 2012 con 222 milioni di ricavi e ben 240,9 milioni di perdite, la metà delle quali derivano da La7 e la restante parte da alcune svalutazioni straordinarie tra cui 70 milioni per il valore delle attività digitali. Una situazione patrimoniale fragile, acuita dal fatto che ex 2446, il capitale verrà abbattuto nuovamente per fare fronte alle perdite. A fine dicembre i debiti del gruppo erano lievitati a quota 260 milioni, e nel 2013 sono destinati ad aumentare ancora a circa 270-280 milioni, per ridursi a partire dal prossimo anno, grazie alla generazione di cassa attesa dalla piattaforma digitale e dalla ristrutturazione di Mtv. Per il triennio 2013-2015, il gruppo conta che una volta chiuso per sempre il capitolo La7 che peserà ancora sui conti del primo semestre, il margine della società tornerà a crescere in media del 36% all’anno. Ciò nonostante ieri gli analisti erano scettici sulle capacità di un gruppo i cui debiti sono superiori al capitale (ipotizzando multipli generosi) e che nel migliore dei casi nel 2013 avrà un trentina di milioni di margine lordo, con passività pari a nove volte tanto.

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