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“La voluntary non è un condono”

Scende in campo il procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco a difesa della voluntary disclosure-bis contenuta nelle legge di Bilancio. «Non è né un condono né uno scudo, si fa molta confusione: non siamo di fronte a questo tipo di strumenti vetusti».
Secondo il magistrato, in audizione ieri sul decreto fiscale presso la Commissione Bilancio della Camera, la categoria del programma di rientro dei capitali si ispira al principio anglosassone della «giustizia negoziata» che è previsto dai protocolli Ocse e non è dunque una «invenzione del legislatore domestico».
Il suggerimento di Greco è tuttavia quello di supportare l’operazione con un «enforcement», cioè un aumento della pressione e dei controlli sugli evasori per spingerli ad aderire, e di «limitare l’uso del contante».
Del resto anche per la formula di voluntary relativa al contante (che nel testo non contiene più la contestata aliquota agevolata del 35 per cento) non può far parlare, ha osservato Greco, di «riciclaggio di Stato». Il magistrato ha ricordato infatti che, per aderire all’operazione, bisogna aver commesso esclusivamente reati fiscali e non di altro tipo: chi dichiara il falso rischia da uno a sei anni. Piuttosto ci si deve chiedere perché su 60 miliardi autodenunciati nella prima voluntary, ha osservato Greco, solo 17 sono effettivamente rientrati in patria. La risposta del Procuratore è che la colpa è del «pericolo bail-in» (il meccanismo europeo che in caso di fallimento di una banca coinvolge obbligazionisti e correntisti) e della «eccessiva burocratizzazione». Il giudice si è espresso anche sulla riforma di Equitalia, spiegando il «problema di fondo», prima ancora della trasformazione della società, è che il recupero ammonta al 4-5 per cento e non al 10 per cento: i macrocrediti sono infatti un decimo delle cartelle ma rappresentano il 60 per cento del non riscosso.
In Commissione è intervenuto anche l’amministratore delegato di Equitalia Ernesto Maria Ruffini che ha definito «incoerente » una nuova verifica delle competenze del personale già «selezionato » prima del passaggio all’Agenzia delle entrate. Quanto alla rottamazione delle cartelle Ruffini ha detto che la tempistica delle rate è «irrilevante» per Equitalia ma ha chiesto di precisare le scadenze per coloro che decidono di aderire e hanno già dilazioni in essere.

Roberto Petrini

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