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La voluntary non cancella tutto

La voluntary disclosure andata a buon fine non può rimettere in discussione il sequestro a carico dei presunti evasori perché dopo il rinvio a giudizio è escluso che in sede cautelare si possa contestare la sussistenza del fumus del reato. E in ogni caso la collaborazione volontaria che consente di riportare in Italia i capitali detenuti illegalmente all’estero senza essere puniti copre il reato di riciclaggio ma non quello di appropriazione indebita. È quanto emerge dalla sentenza 23123/18, pubblicata dalla seconda sezione penale della Cassazione, che interviene nella stessa vicenda della sentenza 272/18, la prima a essersi pronunciata sulla procedura introdotta dalla legge 186/14.Verifica giurisdizionale.Niente da fare per gli imprenditori sotto processo fra l’altro per dichiarazione infedele al fisco: confermato il sequestro preventivo sui conti e beni personali degli indiziati, disposto per equivalente sulle somme ritenute profitto dei reati contestati. Non giova alla difesa osservare che la positiva definizione della voluntary disclosure costituirebbe un fatto nuovo sopravvenuto, in grado di mettere in discussione il fumus del delitto di appropriazione indebita. Il punto è che i due sono stati rinviati già a giudizio per il reato ex articolo 646 c.p. oltre che riciclaggio e nell’opporsi al sequestro non si può più porre una questione sulla fondatezza dei sospetti sul reato perché c’è già stata la verifica di un giudice sulla fondatezza dell’azione penale esercitata.

Elenco tassativo. D’altronde la collaborazione volontaria estera esclude la punibilità per una serie di reati tra i quali non rientra l’appropriazione indebita. Com’è emerso in sede di sequestro delle quote srl riconducibili agli imprenditori la voluntary disclosure contente di non perseguire il riciclaggio quando l’illecito è compiuto in relazione ai reati fiscali coperti dalla legge 186/14, ma non può far cadere la misura finalizzata alla confisca se le somme oggetto del reato ex articolo 648-bis c.p. costituiscono profitto anche di appropriazione indebita, che è un delitto contro il patrimonio ed esula dal colpo di spugna. E oggi gli imputati neppure invocano l’estensione oggettiva della procedura a un reato diverso da quelli tassativamente previsti.

Dario Ferrara

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