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La voluntary con la proroga Termini estesi dal 31 dicembre 2016 al 30 giugno 2017

Per la voluntary 1.0 nuova proroga sul filo del diritto.

Arriva la nuova proroga dei termini per la liquidazione della prima edizione della procedura di collaborazione volontaria.

Il «decreto fiscale» che ha riaperto i termini per l’adesione alla procedura di collaborazione volontaria (dl n. 193/2016 convertito con modificazioni dalla legge n. 225/2016), ha esteso, con riferimento alla prima edizione della procedura, i termini entro i quali l’Agenzia delle entrate dovrà emettere gli inviti al contraddittorio e gli atti di contestazione delle sanzioni.

Tali termini, originariamente fissati al 31 dicembre 2015, erano già stati estesi al 31 dicembre 2016 dal provvedimento di proroga dei termini previsti per la presentazione da parte del contribuente della prima istanza di collaborazione volontaria. La nuova norma estende ulteriormente al 30 giugno 2017 il termine entro il quale l’ufficio deve liquidare le imposte ed emettere gli atti relativi alla prima procedura di collaborazione volontaria.

Tale proroga è volta a consentire agli uffici dell’Agenzia delle entrate l’elaborazione delle ultime posizioni ancora non definite. Ricordiamo che nel 2015 sono state presentate circa 130 mila istanze di voluntary disclosure ed alcune, probabilmente solo le più controverse, devono ancora essere chiuse.

I contribuenti che ritenevano, quindi, di poter perfezionare la procedura entro fine anno si trovano di fronte altri sei mesi di incertezza, durante i quali le imposte dovute matureranno interessi al tasso del 3,5%.

Per esempio, un soggetto che dovrà pagare 100.000 euro di imposte all’anno dal 2010 al 2013, si troverà a pagare circa 7.000 euro in più di interessi, nell’ipotesi in cui il pagamento avvenga il 30 giugno 2017, anziché il 31 dicembre 2016.

Deve essere notato, però, che probabilmente, nella maggior parte dei casi, tale ritardo è dovuto alla possibilità che gli uffici hanno concesso al contribuente di produrre documentazione e fornire chiarimenti anche successivamente al 31 dicembre 2015, data entro la quale, secondo le disposizioni sulla procedura di collaborazione volontaria, doveva essere presentata la relazione illustrativa e tutta la documentazione di supporto.

Per esempio, l’ottenimento di documentazione originariamente non prodotta, proveniente da banche, società, fondazioni o notai siti in paesi off-shore, potrebbe aver richiesto tempi più lunghi del previsto. Inoltre, la qualificazione fiscale di strutture estere e di transazioni complesse, potrebbe aver reso necessari più incontri con l’amministrazione finanziaria e articolate memorie esplicative. Persino il semplice ottenimento della documentazione relativa alla chiusura di un conto off-shore, avvenuta nel corso del 2016, potrebbe, in alcuni casi, aver comportato attese di diverse settimane.

Invero, gli uffici avevano già ricevuto disposizioni interne che richiedevano il completamento della fase istruttoria al 30 settembre 2016, ma per i casi più complessi si è dovuto oltrepassare tale termine ed in vista del 31 dicembre 2016 è stato persino necessario prorogare i termini legali al 30 giugno 2017.

Probabilmente, la maggior parte dei contribuenti interessati considereranno tale proroga un’opportunità per poter definire la loro posizione in maniera equilibrata con l’Agenzia delle entrate, avendo più tempo per discutere gli aspetti più controversi e produrre documentazione di difficile reperibilità.

Segnaliamo, comunque, che potrebbero esserci contribuenti che avranno necessità di definire le dichiarazioni dei redditi relative al 2014 e al 2015 e che a fine anno non avranno ancora perfezionato la propria posizione, questo dopo un anno dal termine originario del 31 dicembre 2015 e dopo due anni dall’entrata in vigore delle norme che hanno introdotto la procedura di collaborazione volontaria.

Stefano Loconte

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