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Per la prima volta l’Ue introduce la protezione dei «whistleblower»

I negoziatori del Consiglio dei governi e dell’Europarlamento hanno raggiunto l’accordo per introdurre in tutti i Paesi Ue — per la prima volta — una legislazione comune a tutela dei whistleblower, quelli che «fischiano» l’allarme dall’interno di entità pubbliche o private su illegalità e anomalie varie. Il provvedimento riguarda evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco, appalti pubblici, sicurezza dei prodotti e dei trasporti, tutela dell’ambiente, salute o protezione dei consumatori e dei dati personali. Secondo uno studio della Commissione Ue questa normativa può consentire di recuperare tra 5,8 e 9,6 miliardi all’anno solo negli appalti pubblici.

Con le nuove regole una versione europea del whistleblower Usa, Edward Snowden, che rivelò lo spionaggio di massa informatico dei servizi segreti degli Stati Uniti (e si è dovuto rifugiare in Russia per non essere arrestato nel suo Paese), non dovrebbe correre rischi. A chi denuncia illegalità dall’interno dovrebbero essere garantiti massima protezione personale, anonimato e riservatezza su quanto rivelato. Questo anche se ritenesse urgente far rendere pubbliche dai media le sue accuse per avvertire la collettività. A questo proposito la normativa Ue tutela anche i giornalisti investigativi interlocutori dei whistleblower.

Le autorità giudiziarie del Lussemburgo, così, non potrebbero più processare il reporter francese Edouard Perrin, che rivelò lo scandalo dei favoritismi fiscali alle multinazionali straniere (moltiplicatisi nel Granducato da quando era premier Jean-Claude Juncker, ora presidente della Commissione Ue) comunicatogli da due consulenti finanziari . Anche Julien Assange di Wikileaks non dovrebbe più restare da anni in una stanzetta dell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra per aver diffuso i documenti riservati fornitigli dal militare Chelsea Manning, a sua volta incarcerato a lungo negli Stati Uniti. Per la conclusione del procedimento serve ora il via libera degli eurodeputati della commissione Affari legali al testo già approvato dai 28 ambasciatori Ue.

Ivo Caizzi

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