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I piani di Intesa non solo soldi Diamo tempo alle imprese

Famiglie e imprese. Il focus di Intesa Sanpaolo non cambia. All’inizio di un anno che si annuncia decisivo, la prima banca per presenza in Italia sottolinea la propria attenzione alla struttura sociale ed economica del Paese. Lo conferma Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, la struttura che coordina l’attività commerciale che si ramifica in una rete di oltre 5 mila filiali e quasi 15 milioni di clienti.

Barrese, è iniziato l’anno più difficile.

«Io continuo ad avere fiducia in questo Paese. A questo proposito confido nel nuovo impianto logistico che sosterrà la distribuzione dei vaccini in Italia. Se, come è lecito pensare, da aprile inizierà una campagna vaccinale su larga scala, sono convinto che la ripresa inizierà a manifestarsi già nel secondo trimestre. E sarà una ripresa importante. I segnali che arrivano dal nuovo governo, mi riferisco alla proroga al 30 giugno del blocco dei licenziamenti e della moratoria sui debiti delle imprese, vanno in questa direzione. Per questo sono convinto che il secondo trimestre sarà fondamentale per conseguire un risultato positivo a fine anno».

Il suo è un osservatorio privilegiato. Come sta davvero l’Italia che produce, quella delle Pmi?

«Il commercio al dettaglio e i settori della ristorazione e l’alberghiero (Horeca) hanno risentito molto di questi mesi di crisi. Le aziende hanno sfruttato ogni possibile spiraglio per adattare il proprio business alla nuova realtà e credo che la ripresa consentirà loro di accelerare rapidamente il passo. Allo stesso tempo vedo che molte aziende manifatturiere stanno registrando buoni risultati spinte soprattutto dall’export».

Avete tra le mani le leve di una possibile ripresa. Avvertite la responsabilità?

«Siamo la prima banca del Paese e ci sentiamo fortemente responsabili nei confronti dell’Italia. Un ruolo che si concretizza in risposte che anticipano le esigenze del Paese e dei suoi cittadini».

Il lavoro è un tema centrale.

«È una delle principali preoccupazioni del nuovo governo, che anche su questo tema ha tutta la nostra fiducia. Per questo siamo convinti che la proroga del blocco dei licenziamenti coinciderà con la fase iniziale di una decisa ripresa interna. Tutte queste considerazioni sono, lo ripeto, fortemente legate alla celerità della campagna vaccinale, ma quello che sta succedendo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è la dimostrazione che si può fare, che si può arrivare a un rapido cambio di marcia».

L’equilibrio attuale è possibile solo in forza della moratoria sui debiti. Una sospensiva destinata a concludersi.

«Dei 300 miliardi di euro di crediti sospesi in Italia dalla moratoria fanno capo alla Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo 332 mila posizioni, per un controvalore superiore ai 55 miliardi di euro. Sono situazioni che noi monitoriamo singolarmente, pressoché quotidianamente e posso quindi assicurare che meno dell’1 per cento di queste si trova in una condizione problematica. Non siamo preoccupati, anche in forza della particolare solidità patrimoniale del nostro gruppo».

C’è però un tema di credito e di rientri.

«Il supporto alla liquidità delle imprese è fondamentale. Ne siamo consapevoli e abbiamo voluto estendere i termini dei finanziamenti utilizzando il Fondo centrale di garanzia. Abbiamo allungato la scadenza dei prestiti a 15 anni, coinvolgendo già circa 2 mila aziende per 500 milioni di euro finanziati. Stiamo inoltre lavorando a una seconda iniziativa, che potrebbe portare la scadenza dei crediti a 20 anni. Il sostegno alla liquidità aziendale è uno dei cinque pilastri su cui si basa il nostro intervento a favore delle imprese. Lo abbiamo chiamato Motore Italia e si basa su un plafond complessivo di 50 miliardi di euro a favore delle Pmi».

Allungamento dei termini della liquidità e cos’altro?

«Altri importanti aspetti del piano sono gli investimenti per la transizione tecnologica e digitale già avviata con “Industria 4.0”. Poi, favoriamo la transizione sostenibile e quindi tutti i temi Esg, con gli oltre 800 milioni già destinati a finanziamenti cosiddetti S-loan. Inoltre, c’è la finanzia straordinaria, con una importante attenzione sia per le operazioni di fusione e acquisizione sia per le quotazioni. A questo proposito abbiamo realizzato in Imi una struttura che si occupa esclusivamente delle Pmi clienti della Banca dei Territori ed in logica end to end dall’origination all’execution. Dal 2018 in questo campo sono stati erogati circa 5 miliardi di finanziamenti, con 4 Ipo, altrettante operazioni di fusione e acquisizione e 22 operazioni di equity capital market. Oltre a tutto questo, interverremo con operazioni non finanziarie, come il renting e altre soluzioni consulenziali».

Cosa succede il 12 aprile?

«Sarà il momento conclusivo di una operazione di allineamento tra le due reti, che abbiamo iniziato la scorsa estate, al termine dell’Opas su Ubi. Quel giorno, fra poco più di un mese, si completerà la migrazione dei clienti ex Ubi sulle piattaforme di Intesa Sanpaolo. Sarà un passaggio “accompagnato” in ogni sua fase, affinché il cliente si senta assistito e accolto, ma sostanzialmente molto semplice. Abbiamo previsto comunicazioni cartacee e online. Alla fine, cambierà solo l’Iban. I prodotti andranno infatti a scadenza o, in alternativa, il cliente riceverà proposte migliorative che potrà decidere se accettare oppure no. Le linee di credito saranno mantenute. Per quanto riguarda le aziende già clienti di entrambe le banche non hanno alcun motivo di pensare che possa esserci una riduzione delle linee. Sia per gli accrediti di stipendio che di pensioni, nonché i pagamenti delle utenze domiciliate verranno ricondotti al nuovo codice Iban in automatico. Ci penserà la banca».

Quanti clienti saranno coinvolti?

«Saranno coinvolte più di mille agenzie e oltre 2 milioni di clienti ex Ubi. Siamo ottimisti. La migrazione del 21 febbraio da Ubi a Bper si è svolta ordinatamente e, per quanto ci riguarda, ci sentiamo pronti: negli anni abbiamo maturato una grande esperienza in operazioni di questo tipo portandone a compimento un numero elevato».

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