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La Vestager fa sperare Wind-3

La Commissione europea boccia il piano di Hutchison per creare il primo gruppo inglese di telecomunicazioni. Un progetto che prevedeva la fusione della controllata 3Uk con O2, in capo agli spagnoli di Telefonica. Un matrimonio per il quale il colosso asiatico aveva messo sul piatto 10,25 miliardi di sterline. «Sento dire che il settore ha bisogno di maggior consolidamento, ma non è vero» ha dichiarato il Commissario Ue, Margrethe Vestager. La quale, spiegando la decisione europea, ha aggiunto: «Il mercato inglese mostra proprio il contrario. Solo la concorrenza stimola gli investimenti».
Una presa di posizione in qualche modo attesa, ma che preoccupa Hutchison: al vaglio di Bruxelles, infatti, c’è anche la fusione tra 3 Italia e Wind, controllata dai russi di Vimpelcom. La decisione finale sarà presa entro il 18 agosto, ma Vestager ha sottolineato che il caso inglese non creerà alcun precedente. Gli asiatici, però, annunciano battaglia, pur rimanendo concentrati sull’operazione italiana. Tengono un basso profilo, invece, i russi di Vimpelcom: d’altra parte non sono coinvolti nella vicenda inglese e il loro unico obiettivo è arrivare al matrimonio che «aumenterà la competizione e porterà benefici ai consumatori italiani sostenendo il piano da 12 miliardi di euro del governo » per lo sviluppo della banda larga. In Inghilterra, la teoria degli investimenti non ha convinto Bruxelles che ha preferito concentrarsi sul tema dell’offerta e dei prezzi. Insieme 3Uk e O2 avrebbero avuto il 40% del mercato, eliminando in un colpo solo un marchio storico e l’ultimo arrivato. Uno scenario preoccupante per la Ue visto che – sottolinea Vestager – «3Uk ha portato benefici in termini di innovazione e tariffe». E per Bruxelles la vera concorrenza deve migliorare i servizi mantenendo contenuti i costi. In quest’ottica, dunque, i rimedi proposti da Hutchison «non hanno affrontato adeguatamente i seri timori Ue»: l’azienda sarebbe stata disponibile a rafforzare i rivali Virgin Media e Tesco Mobile, offrendo loro accesso alla rete laddove la loro non è sufficiente.
Un’interpretazione che fa ben sperare Wind e 3Italia: insieme sarebbero in grado di competere con Tim e Vodafone con quote di mercato molto vicine. Inoltre, la riduzione degli operatori non avrebbe impatti sulla rete dal momento che ognuno ha la sua. Anzi, Wind e 3 unirebbero la loro per migliorare la copertura. In Gran Bretagna, invece, le infrastrutture di rete sono due, Mbnl e Beacon: la prima partecipata da Bt e 3, la seconda da O2 e Vodafone. «La newco – conclude Vestager avrebbe avuto quote in entrambe le società con una piena visione, quindi, dei piani dei due concorrenti. Non sarebbe stata una concorrenza sana, nè per le società nè per i consumatori».

Giuliano Balestreri

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