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La Ue rinvia gli aiuti alla Grecia

di Vittorio Da Rold

La decisione sulla prossima tranche di aiuti alla Grecia, attesa per l'Ecofin del 3-4 ottobre, slitta ancora a data da destinarsi: l'annuncio è arrivato ieri da Amadeu Altafaj, il portavoce del commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn.

L'ennesimo rinvio, che serve a mettere ancora di più sotto pressione il Governo Papandreou (nei sondaggi già cinque punti sotto il partito di opposizione Neo Dimocratia), è ufficialmente legato al fatto che non è stata ancora fissata nessuna data per il ritorno della troika, il terzetto composto da funzionari Bce, Ue e Fmi, ad Atene per sbloccare la nuova tranche di aiuti alla Grecia da 8 miliardi di euro, ossigeno senza il quale a fine ottobre lo Stato non potrà pagare stipendi e pensioni.

«Non ho ancora una data precisa» ha detto il portavoce del commissario rispondendo ad una domanda sul ritardo nel ritorno dei rappresentanti della troika ad Atene: «Penso che possa avvenire presto», ha aggiunto.

Altafaj ha aggiunto però che a questo punto difficilmente i ministri delle Finanze dell'Eurozona, che si riuniranno tra sette giorni a Lussemburgo, potranno dare il nulla osta al pagamento della nuova tranche del pacchetto di aiuti da 110 miliardi di euro: «Posso escludere questa eventualità».

Intanto ad Atene il Pasok, il partito di Governo, cerca di ricondurre alla ragione sei deputati che non vogliono votare tutte le ultime misure di austerity decise su pressione della troika, voti necessari visto che la maggioranza può contare solo su 154 deputati su 300 e oggi salvo rinvii, dovrebbe essere votata in Parlamento la nuova tassa sugli immobili (nel frattempo resa permanente). La manovra potrebbe passare con l'astensione di parte di alcuni deputati di opposizione, anche se a questo punto i rischi di una bocciatura non si possono escludere.

Il quotidiano Eleftherotypia ha scritto ieri che la partecipazione del settore privato allo swap greco sarebbe all'85%, vicino all'obiettivo governativo del 90%, ma non ci sono state conferme ufficiali né smentite.

In questo quadro convulso il cancelliere tedesco Angela Merkel parlerà questa sera con il premier greco George Papandreou sulla situazione economica di Atene e si farà spiegare le misure previste. «Verrà trattata naturalmente la situazione economica. Siamo molto ansiosi di sapere come Papandreou intenda mettere in atto le misure previste, come veda il cammino intrapreso e quello ancora da percorrere», ha indicato un portavoce del Governo di Berlino. Il premier greco incontrerà a cena il cancelliere Merkel dopo aver partecipato a un evento organizzato dalla Confindustria tedesca Bdi. Il portavoce ha respinto invece le indiscrezioni sul fatto che la visita di Papandreou punti a influenzare il voto al Bundestag di giovedì prossimo sull'ampliamento del fondo salva stati Efsf in modo da poter "spegnere" l'incendio greco. Un portavoce del ministero delle Finanze ha espresso fiducia nel fatto che l'approvazione delle nuove norme relative al fondo Efsf in tutti gli Stati membri avrà luogo «nella prima settimana, al più tardi nella seconda settimana di ottobre».

Atene però è sempre più scossa da voci ricorrenti di "default ordinato" con taglio del 50% del valore dei bond che fanno salire la tensione sociale in un Paese al terzo anno di recessione. Una nuova ondata di scioperi nei trasporti ha scosso la capitale. La metropolitana di Atene è rimasta chiusa per 24 ore, così come la ferrovia Pireo-Kifissia, il tram e la ferrovia suburbana (Proastiakos) per la protesta dei lavoratori contro le misure di austerità. Autobus e filobus invece non hanno circolato dalle 11 alle 17 di ieri. I tassisti, che protestano contro i piani del governo per aprire il settore alla concorrenza, sciopereranno per 48 ore questa settimana, probabilmente oggi e domani.

Ma la protesta non finisce qui: le due principali sigle sindacali del Paese, l'Adedy degli impiegati pubblici e la Confederazione generale dei dipendenti privati, ha convocato due giornate di sciopero generale per il 5 ed il 19 ottobre.
 

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