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La Ue: Recovery fund, andiamo avanti

«La presidente Ursula von der Leyen continua a credere che per il futuro dell’Europa due temi siano ugualmente importanti: concordare e attuare una risposta economica e sociale ambiziosa ed efficace alla crisi, e garantire il rispetto dello Stato di diritto». Il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, spiega così la posizione dell’esecutivo europeo, che sta lavorando con la Germania, che ha la presidenza di turno dell’Ue, e con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel «per trovare una soluzione» e «procedere il più velocemente possibile», dopo il veto di Ungheria e Polonia sul bilancio Ue 2021-2027 e di conseguenza sul Recovery Fund a cui è legato. L’obiettivo è arrivare a un accordo, «non stiamo cercando di calcolare un nuovo calendario per l’erogazione dei fondi».

Per uscire dalla crisi aperta da Budapest e Varsavia, i capi di Stati e di governo dell’Ue affronteranno la questione domani, in occasione della video conferenza che farà il puto sul Covid. Intanto i fondi Ue restano bloccati, con l’incognita di quando saranno erogati. E il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, confessa: «A questo punto, qualche preoccupazione sui tempi ce l’ho. Sono fiducioso che si riuscirà a risolvere queste difficoltà, ma certamente il rischio di ritardi va affrontato con determinazione».

Gentiloni è poi tornato sul Mes, il fondo Ue salva Stati che potrebbe erogare 36 miliardi di prestiti all’Italia per le spese sanitarie: «Non spetta a me decidere, ma incoraggio i governi con tassi di interesse storicamente più alti a usare tutti gli strumenti». Ma Luigi Di Maio, per i 5 Stelle, ribadisce: «È un capitolo chiuso». A chiedere di utilizzare il Mes sono invece anche Cgil, Cisl e Uil, in una nota congiunta sulla manovra dove i sindacati ribadiscono il loro giudizio negativo, a partire dalla vertenza sul rinnovo dei contratti per 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici. Vertenza sulla quale ieri le categorie hanno proclamato lo sciopero nazionale per il 9 dicembre.

Sciopero

Pubblico impiego, sciopero il 9 dicembre. La ministra Dadone: sono attonita

Secondo i sindacati, i 400 milioni in più stanziati con la legge di Bilancio per il 2021, che portano a 3,8 miliardi gli stanziamenti complessivi per il contratto 2019-2021 sono insufficienti. Una decisione che lascia «attonita» la ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone. Duro il Movimento 5 Stelle, per il quale, «in una fase come questa», lo sciopero è una scelta «lunare». Ai sindacati replica indirettamente anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, assicurando il massimo impegno a tutela del lavoro, grazie anche alla seconda tranche del prestito europeo Sure arrivata ieri: 6,5 miliardi, dopo i 10 miliardi di ottobre. Soldi che serviranno per finanziare la cassa integrazione, prolungata fino a giugno dalla manovra 2021 da 38 miliardi, che sarà rafforzata da un nuovo scostamento di bilancio (maggior deficit) di una ventina di miliardi. Del resto, come ha sottolineato ieri il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, la ripresa del terzo trimestre, «sebbene vigorosa, è parziale e fragile». Per questo bisogna «continuare a fornire sostegno» all’economia. «Ritirare il sostegno stroppo presto», conclude Visco, potrebbe «frammentare la ripresa ed esacerbare il disagio sociale».

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