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La Ue a May: “L’accordo non si cambia”

Ieri a Bruxelles Theresa May ha chiesto ancora una volta aiuto ai 27 leader europei ma ha ricevuto la stessa, granitica risposta: «L’accordo sulla Brexit non si cambia», ha ribadito seccamente il presidente della Commissione Ue Juncker dopo il vertice: «I britannici non hanno le idee molto chiare al momento». La premier ha parlato per quasi un’ora, in cui ha spiegato che per far passare il patto in Parlamento bisogna modificare il backstop, cioè il regime speciale per Belfast nel mercato unico Ue e la Gran Bretagna nell’unione doganale fino a quando non si troverà una soluzione a lungo termine sulla questione irlandese. Alla fine, May ha giocato la carta della disperazione: niente giorno limite della fine del backstop, ma in cambio una data di inizio dei futuri rapporti tra Uk e Ue, , per placare almeno una parte dei ribelli.
Ma l’Europa, che sul backstop non ha mai ceduto, è stata ancora molto rigida. Oltre a ripetere che «la porta è sempre aperta per rientrare nell’Ue», la concessione a May è stata una dichiarazione esplicativa allegata al documento ufficiale , in cui si dice che al backstop, odiatissimo dai Brexiter in quanto “trappola perpetua dell’Ue”, si ricorrerà “soltanto in ultima istanza” perché “misura temporanea e per un breve periodo di tempo”, “fino a quando non sarà risolta” la questione irlandese. Poche modifiche che non basteranno ai tantissimi ribelli conservatori, soprattutto perché non sono vincolanti. Anche l’Europa lo sa e quindi già si pensa a un ulteriore vertice straordinario a gennaio per concedere qualche altra briciola. Sempre a gennaio, May farà votare il piano Brexit (leggermente) modificato in Parlamento, per arrivare all’ultimo momento e mettere l’aut-aut: o il mio piano o il No Deal, ipotesi oramai sempre più concreta (il 19 dicembre la Commissione Ue renderà noto un paper di istruzioni). Ieri il Ministero dell’Ambiente britannico ha pubblicato un bando per 90 posti di lavoro: i nuovi impiegati lavorerebbero in una “sezione di emergenza” del dicastero, 24 ore su 24 almeno fino al giugno 2019. Solo una minuscola parte di quello che potrebbe accadere con il No Deal.

Antonello Guerrera

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