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La Ue lancia la volata al caricabatterie unico

di Silvia Berri e Claudio Masetti

Caricabatterie del cellulare unificato entro fine anno, le principali case produttrici si sono impegnate a produrlo. E durerà dieci anni. Ma adesso possono contare su un elemento essenziale: le regole tecniche. Niente scuse, quindi, per chi ha promesso di adeguarsi.

Il 1° ottobre 2009 la Direzione generale "Enterprise and Industry" della Commissione europea aveva assegnato un contratto di lavoro ai tre organismi europei di normazione tecnica (Cen, Cenelec ed Etsi) per la standardizzazione di un alimentatore universale per telefoni cellulari di nuova generazione. Ma già il 5 giugno 2009 c'era stata la firma di un accordo con il quale 14 industrie del settore (Apple, Emblaze Mobile, Huawei Technologies, Lge, Motorola Mobility, Nec, Nokia, Qualcomm, Research in Motion, Samsung, Sony Ericsson, Tct Mobile (Alcatel), Texas Instruments e Atmel) si impegnavano a realizzare l'alimentatore universale fornendo le relative specifiche tecniche. Ed entro il 2011 i cellulari di questi brand saranno utilizzabili con il caricabatteria unificato.

Il progetto di norma armonizzata del Cenelec è stato sottoposto al voto dei paesi membri il 7 maggio 2010 ed è stato approvato a larga maggioranza; in seguito è stato definitivamente ratificato dal Technical Board del Cenelec, come norma europea EN, a novembre 2010.

Dal punto di vista del contenuto tecnico, la norma specifica i requisiti di interoperabilità richiesti agli alimentatori esterni per la ricarica dei cellulari con funzionalità di trasmissione dati, comunemente detti "data-enabled", definendo capacità di ricarica comuni e caratteristiche del relativo connettore.

Oltre ai riferimenti normativi incrociati e alle definizioni più note, la norma copre le specifiche degli alimentatori (indicati con l'acronimo anglosassone Eps External Power Supply). Gli aspetti di sicurezza e di compatibilità elettromagnetica non sono espressamente oggetto della norma essendo trattati rispettivamente nei documenti di riferimento Iec 60950-1 e En 301 489-34.

La novità più importante è costituita dalla specifica del terminale per la connessione al telefonino che dovrà essere unificato nel tipo micro Usb-B sia nel caso di cordoni inseparabili dall'alimentatore vero proprio, sia nel caso di cavetti scollegabili dallo stesso. In questo secondo caso anche il connettore lato alimentatore è stato unificato con lo standard Usb-A.

Il connettore micro Usb-B dovrà rispettare i requisiti di prova Usb-If e tutti i requisiti delle connessioni Micro Usb 1.01: le stesse prescrizioni si applicano anche a eventuali cavi di prolunga sul lato in corrente continua.

Le caratteristiche della tensione continua in uscita sono descritte nell'articolo 5.4 della Norma internazionale: il valore nominale della tensione continua di uscita dovrà essere pari a 5 V +/- 0,25 V a vuoto fino alla corrente nominale, con un un'ondulazione residua inferiore a 80 mV misurata in accordo con il metodo prescritto dalla norma su uno spettro di frequenze fino a 20 MHz.

La corrente nominale minima sarà pari a 500 mA, mentre quella massima pari a 1500 mA. La massima tensione di uscita in corrente continua in caso di guasto non dovrà superare i 9 V, mentre la massima corrente in uscita in caso di guasto dovrà essere inferiore a 3 A.

Il rispetto delle specifiche unificate della Norma Iec 62684, in termini di rilevazione da parte del telefonino dell'avvenuto collegamento al caricatore, permetteranno a modelli di costruttori diversi di avviare un ciclo di ricarica automaticamente, al momento del collegamento da parte dell'utilizzatore.

In termini di affidabilità la norma Iec 62684 prescrive che i connettori siano in grado di sopportare nell'arco della vita 10mila cicli di ricarica. Ciò significa che, supponendo due ricariche al giorno da parte dell'utilizzatore, numero allineato con le attuali (purtroppo modeste) autonomie degli ultimi modelli di batterie, questo processo corrisponde a una vita media maggiore di 10 anni, di gran lunga superiore a quella dello stesso telefonino.

 

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