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La Ue: “Jobs Act nella direzione giusta”

A scanso di equivoci, sempre in agguato quando si parla di lavoro, Matteo Renzi dice la sua con un tweet alle 8.20 del mattino, prima che la diga collassi: «Il #jobsact è bozza che sarà definita il 16gene poi diverrà doctecnico. Gradite idee, critiche, commenti. Email matteo@matteorenzi. it». Punto.

Da quel momento in poi di consigli, di critiche, di aggiustamenti sul come riuscire a ridurre a livelli accettabili la disoccupazione in particolare per gli under-25, ne sono arrivati a decine. Dai sindacati sono giunti commenti contrastati: la segretaria della Cgil Susanna Camusso, apprezza l’impegno e la sfida che lancia Renzi, ma chiede una patrimoniale per reperire le risorse sufficienti a far partire (davvero) l’operazione. E se Raffaele Bonanni della Cisl plaude all’iniziativa del segretario del Pd, l’Ugl punta i piedi e la boccia liquidandola come «presuntuosa ».
Dice la sua, tirando un po’ il freno, il ministro del Lavoro: «Quelle sulla natura dei contratti e le tutele, sono idee che vanno dettagliate meglio». Enrico Giovannini archivia la questione sottolineando la necessità di «investimenti consistenti». Insomma sono idee costose. Di passaggio inItalia il commissario al Lavoro dell’Ue Lazlo Andor apprezza senza eccessi: «Bene ha fatto l’Italia a presentare il piano, visto che è effettivamente toccata dal problema della disoccupazione giovanile e trarrà beneficio da questo schema». Ma per Andor, «il successo di queste misuredipenderà dalla buona cooperazione tra tutti gli attori per mettere a punto una riforma strutturale del mercato del lavoro che valga per oggi e per gli anni a venire». Per la capogruppo al Senato dei 5Stelle Paola Taverna quel che dice Renzi «è condivisibile in parte», visto che la strada maestra resta «il reddito di cittadinanza». Poi ci sono i commenti dei più scatenati, a volte a tanto così dalla battuta fine a se stessa, che bocciano senza troppi complimenti le proposte di Renzi. «Credo che sia un libro dei sogni perché certe ipotesi comportano oneri di copertura non indifferenti », dice Renato Schifani presidente di Ncd. Ci va giù pesante, invece,Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: «Il testo di Renzi? Sembra scritto da dilettanti allo sbaraglio, un po’ furbetti, un po’ opportunisti, sicuramente molto pasticcioni».
Scelta Civica, dal canto suo, propone un «codice semplificato del lavoro, la sperimentazione del contratto di ricollocazione, promozione dell’occupazione femminile anche con sgravi fiscali selettivi ». A effetto, infine, la replica di Maurizio Landini, “anima” della Fiom: «Leggerò il documento di Renzi. Meglio parlare italiano però, perché io l’inglese non lo capisco ».
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