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La Ue: garantiremo accesso alle clearing house della City

I derivati sono salvi, anche se l’accordo sui servizi finanziari ancora non è stato raggiunto e anche se la Gran Bretagna dovesse uscire dalla Ue senza un accordo. La Commissione Europea ha rassicurato i mercati che l’accesso ai servizi di clearing londinesi non sarà bloccato e la stabilità del sistema finanziario verrà tutelata.
Bruxelles non permetterà che un possibile fallimento dei negoziati tra Londra e Bruxelles possa minacciare il mercato dei derivati in euro, che vale centinaia di migliaia di miliardi, ha detto Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione responsabile per i servizi finanziari. Anche in caso di “no deal”, quindi, i trader europei potranno avere accesso temporaneo alle casse di compensazione britanniche per evitare una situazione di stallo sui mercati finanziari.
London Clearing House (Lch), la cassa di compensazione della Borsa di Londra, ha una posizione dominante nei servizi a garanzia del funzionamento del mercato dei derivati in euro. Le banche europee hanno a Londra contratti derivati per un valore di 69mila miliardi di sterline, 41mila dei quali matureranno dopo il marzo 2019, data dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue.
Se ci sarà un accordo tra Londra e Bruxelles, dopo il 29 marzo scatterà il periodo di transizione, durante il quale tutto continuerà come prima. Il problema è cosa potrebbe succedere in caso di hard Brexit o mancata intesa tra le due parti. Negli ultimi mesi banche e autorità britanniche hanno espresso più volte preoccupazione per un possibile e deleterio arresto del sistema in caso di “no deal” o nella migliore delle ipotesi di un improvviso aumento dei costi di trading.
«La Ue ha tutti gli strumenti necessari per agire rapidamente per evitare una rottura nel clearing centrale», ha detto Dombrovskis. La soluzione temporanea si baserebbe sul regime di equivalenza, il riconoscimento reciproco delle regole, che già permettono ad alcuni istituti non europei di fornire servizi ai Paesi Ue. Le autorità britanniche dovrebbero quindi impegnarsi a rispettare in toto le regole europee. Sarebbe in ogni caso un accordo «di durata limitata e con condizioni rigide», ha precisato il vicepresidente della Commissione.
L’accordo transitorio risolverebbe il problema in via temporanea, ma l’obiettivo ultimo della Ue è di “rimpatriare” le attività di clearing, trasferendole a Francoforte o un altro centro finanziario Ue. Ieri il ministero delle Finanze tedesco ha detto che sta monitorando attentamente i potenziali rischi che Brexit pone alle attività delle casse di compensazione, che dopo la grande crisi finanziaria sono diventate un pilastro essenziale del sistema.

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