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La Ue boccia la Finanziaria di Madrid

Dopo un imbarazzante tira e molla, la Commissione europea ha pubblicato ieri una attesa opinione sul bilancio spagnolo per il 2016 nella quale giudica la bozza di Finanziaria «a rischio di non rispetto del Patto di Stabilità e Crescita». Bruxelles ha quindi chiesto a Madrid di adottare nuove misure al più presto. La presa di posizione giunge mentre rimane incerta la valutazione che la Commissione darà alle richieste italiane di giudicare con magnanimità la prossima Legge di Stabilità.
«La Commissione europea chiede al governo spagnolo di eseguire rigorosamente il bilancio del 2015 e di assicurare il pieno rispetto del bilancio 2016 con il Patto di Stabilità e di Crescita», ha detto in una conferenza stampa a Bruxelles il vice presidente dell’esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis. «In questa ottica chiediamo alle autorità nazionali spagnole di inviarci al più presto, una volta insediatosi il nuovo governo, una versione aggiornata della loro Finanziaria».
A causa delle prossime elezioni legislative fissate per il 20 dicembre, e nel desiderio di approvare la Finanziaria 2016 prima della fine della legislatura, il governo Rajoy ha inviato a Bruxelles, con qualche settimana di anticipo rispetto alle scadenze europee, la bozza di bilancio per l’anno prossimo. Consapevole della delicatezza del tema e del momento, la Commissione – ha assicurato ieri il commissario per gli affari monetari Pierre Moscovici – ha compiuto una analisi «obiettiva e fattuale».
L’esecutivo comunitario ha detto quindi di considerare insufficiente lo sforzo di risanamento del bilancio spagnolo. Madrid prevede un deficit pubblico del 4,2% del Pil quest’anno e del 2,8% l’anno prossimo (le previsioni della Commissione sono rispettivamente del 4,5 e del 3,5%). Lo scarto tra le previsioni di Bruxelles e quelle di Madrid sono attribuite dall’esecutivo comunitario a stime diverse sia sulla crescita economica che sull’andamento della spesa.
In origine, l’opinione doveva essere adottata martedì scorso. Dombrovskis ha spiegato che è stata rinviata per tenere conto dei dati raccolti da una missione comunitaria che ha visitato Madrid alla fine della settimana scorsa. Secondo altre informazioni, la scelta del rinvio sarebbe stata presa dallo stesso presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, incerto sul da farsi alla vigilia di delicate elezioni che potrebbero mostrare la vittoria del partito radicale Podemos.
La decisione sul bilancio spagnolo giunge mentre vi è incertezza sul modo in cui la Commissione valuterà la Finanziaria italiana. Il governo Renzi ha chiesto di poter godere di flessibilità nel giudizio sull’andamento dei conti pubblici, citando lo sforzo per riformare l’economia, la scelta di nuovi investimenti strutturali, e la spesa dettata dall’arrivo di migliaia di migranti. In privato, esponenti comunitari spiegano che se i primi due fattori sono probabilmente convincenti, sul terzo vi sono molti dubbi.
È difficile trarre dall’opinione spagnola una lezione per l’Italia. I due paesi sono in situazioni diverse, non fosse altro perché – a differenza di quello italiano – il deficit spagnolo è superiore al 3,0% del Pil, e quindi oggetto di una procedura particolare. La Commissione si barcamena tra il desiderio di dimostrare flessibilità quando giudica l’andamento dei conti pubblici, la volontà di non minare la credibilità del Patto, e la paura di provocare la reazione di quei paesi che l’accusano di essere troppo poco rigorosa.

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