Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Ue all’Italia: l’instabilità non metta a rischio il Recovery plan

Un’Europa che funge da “guida” e stimolo per il lavoro degli Stati membri sui Piani nazionali di ripresa e resilienza ma che non manca di manifestare preoccupazione sull’instabilità politica italiana che potrebbe «mettere a repentaglio» il lavoro fatto fin qui. È questa la visione che il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha del ruolo delle istituzioni europee in vista delle prossime scadenze per l’utilizzo dei fondi del Next generation Ue.

Al termine dell’Ecofin di ieri Dombrovskis ha spiegato che «ogni piano deve avere gli obiettivi su riforme e sugli investimenti. Le riforme sono fondamentali per far convergere le economie, e assieme agli investimenti sono elementi che si rafforzano a vicenda, è importante raggiungere il giusto equilibrio». Quanto al nostro Paese: «Il lavoro sul Recovery plan italiano – ha osservato il vicepresidente della Commissione Ue – è in corso e spero che l’instabilità politica non metta a repentaglio questo lavoro perché l’Italia è il maggiore beneficiario e bisogna assicurarsi che i fondi arrivino, sono molto importanti per la ripresa».

In sostanza la Commissione invita tutti a fare la propria parte. L’esecutivo comunitario ha sospeso il Patto di stabilità, ha avviato i programmi per l’occupazione Sure e gestirà i 750 miliardi del Next generation Ue. Di ieri è poi la notizia che la Commissione Ue ha proposto di prolungare fino al 31 dicembre 2021 lo schema temporaneo di aiuti di Stato varato nel marzo scorso per sostenere le economie durante la pandemia per dare ulteriore supporto alle economie come ha spiegato la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. Ma anche gli Stati membri devono contribuire al risanamento dell’economia continentale. Il lavoro dei Recovery plan nazionali sta procedendo bene secondo Dombrovskis ma «c’è ancora molto lavoro da fare, per esempio definire le stime dei costi, gli obiettivi finali e quelli intermedi, e affrontare le raccomandazioni». Si tratta in altre parole di mettere a punto il calendario dettagliato degli interventi e definire le tappe intermedie da raggiungere per sbloccare via via i fondi Ue. Un lavoro che va fatto in stretto raccordo tra Stati membri e Bruxelles. Se un Paese non raggiungerà l’obiettivo intermedio che si è dato, la Commissione potrebbe non sbloccare la tranche di fondi successiva. Per questo, insiste Dombrovskis i piani «devono essere più precisi sulle tappe intermedie, devono indicare quando scatta il prossimo esborso, e devono anche prevedere un sistema di controllo che valuti se si sta spendendo bene».

Intanto ieri il Parlamento europeo ha adottato lo strumento di sostegno tecnico che aiuterà i Paesi Ue ad accedere ai finanziamenti previsti dal Fondo per la ripresa e la resilienza. Il regolamento adottato introduce lo strumento di sostegno tecnico (Tsi, Technical Support Instrument) che ha l’obiettivo di assistere le autorità nazionali nella preparazione, la modifica, l’attuazione e la revisione dei piani nazionali, necessari per ricevere il sostegno previsto dal Recovery. Il testo è stato adottato con 540 voti favorevoli, 75 contrari e 77 astensioni. Lo strumento disporrà di un bilancio complessivo di 864 milioni di euro nel periodo 2021-2027 (prezzi attuali).

L’Ecofin ha anche discusso il piano di azione per gestire le sofferenze bancarie e una nuova ondata di “non performing loans”. I ministri finanziari ne discuteranno nei prossimi mesi. Per ora non hanno preso alcuna decisione. L’idea è fornire agli Stati membri e al settore finanziario gli strumenti necessari per far fronte tempestivamente all’aumento dei crediti deteriorati nel settore bancario.

Quattro gli obiettivi. Il primo è agire per l’ulteriore sviluppo dei mercati secondari delle attività deteriorate per permettere alle banche di rimuoverle dai bilanci. Poi la riforma delle norme in materia di insolvenza delle imprese e di recupero crediti. Terzo punto la creazione di società nazionali di gestione di attivi e la loro cooperazione (in molti Paesi già esistono, compresa l’Italia). Infine le misure precauzionali. In sostanza, si possono sospendere le regole del bail-in per i casi di banche solventi e non in crisi al momento dello scoppio della pandemia, nel caso di interventi statali.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le previsioni della Commissione europea sull’economia dell’Unione e dell’Italia rappresentano ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con un coordinamento esemplare, le due maggiori economie mondiali hanno rilasciato una "doppietta" d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il 2021 offre un parziale esonero contributivo, pari a un massimo 3mila euro, a lavoratori autonomi ...

Oggi sulla stampa