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La trattativa si chiude dopo il voto, il confronto tra i soci sull’acquirente

Un paio di settimane. Non di più. Telecom Italia vuole chiudere rapidamente la trattativa con Urbano Cairo su La7. «Siamo già a livelli avanzati — ha detto ieri il presidente del gruppo telefonico, Franco Bernabè —. Restano da definire le ultime condizioni e chiudere rapidamente». Secondo il manager «non ci può essere incertezza nella gestione di un settore delicato come la televisione». Tanto più adesso che il consiglio di Telecom ha finalmente scelto un percorso, decidendo nella riunione di lunedì di concedere un’esclusiva al patron di Cairo Communications per trattare l’acquisto dell’emittente tv sulla base di un offerta su cui è ora partito il confronto.
I tempi dovrebbero essere piuttosto stretti: Telecom Italia Media ha già in agenda un consiglio il 4 marzo e il giorno dopo l’assemblea dei soci. L’ordine del giorno è però piuttosto ricco e include anche l’approvazione dei conti. Difficile che nella riunione possa essere anche affrontata la vendita della tv. Per cui, se il negoziato approderà a un accordo definitivo, il board di Ti Media potrebbe anche riunirsi la prossima settimana per dare il via libera alla vendita.
Via libera che toglierebbe un bel problema a Telecom, la quale smetterebbe di bruciare cassa per mantenere la tv, che nel 2012 ha perso oltre 100 milioni di euro. Di contro però il gruppo telefonico dovrebbe rinunciare a qualche centinaio di milioni di crediti nei confronti della controllata. Cairo ha chiesto infatti a Bernabè di cancellare i debiti finanziari infragruppo, compresi tra i 200 e i 250 milioni di euro, lasciandoli in capo a Ti Media. La decisione deve essere presa dal board di Telecom. E non è escluso che lo abbia già fatto autorizzando nel mandato conferito lunedì a trattare anche su questa posta. Che andrebbe a vantaggio della stessa Ti Media. La società ha bruciato oltre un terzo del capitale e in base all’articolo 2446 del codice civile andrebbe ricapitalizzata. Con la rinuncia ai crediti Bernabè otterebbe di fatto lo stesso risultato: la rinuncia trasformerebbe il debito di Ti Media, che oggi in bilancio è una passività, in una sorta di capital gain che andrebbe ad aumentare direttamente il patrimonio. Non sarebbe quindi più necessario convocare l’assemblea per ricostituire il capitale. Inoltre con il rafforzamento patrimoniale, Ti Media potrebbe trovare tra le pieghe del bilancio anche quella «dote» che Cairo ha chiesto per La7. L’imprenditore torinese vorrebbe farsi carico alla fine solo dei debiti di La7 srl, pari a circa 60 milioni.
Questo secondo il piano sottoposto giovedì al consiglio, su cui i soci di Telco, la cassaforte a cui fa capo la quota di controllo del gruppo telefonico, avrebbero espresso alcune riserve, in particolare sulla struttura finanziaria dell’offerta di Cairo, che oltre alla cancellazione dei debiti infragruppo, una dote e lo sconto sull’affitto dei multiplex, prevede anche di lasciare a Telecom il canale Mtv Italia e le sue perdite. Secondo quanto è filtrato il presidente di Mediobanca, Renato Pagliaro e il consigliere di Piazzetta Cuccia, Tarak Ben Ammar, insieme al direttore generale di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, e a Elio Catania avrebbero ritenuto più interessante la proposta di Clessidra per l’intero perimetro delle tv del gruppo telefonico. Alla fine Bernabè sarebbe riuscito a convincere gli indecisi e, vista anche la volontà di chiudere il dossier, si è trovato l’allineamento su Cairo. Ieri era in programma un consiglio di Telco per l’esame del bilancio semestrale. Non è escluso che si sia parlato anche dell’esito del board di lunedì, sebbene il tema più importante fosse un altro: l’adeguamento del valore della partecipazione in Telecom. Le azioni sono state valutate 1,2 euro (0,6 euro la chiusura di ieri) provocando una svalutazione del pacchetto di 920 milioni di euro e una perdita consolidata in bilancio di 818 milioni.

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