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La tracciabilità archivia l’obbligo delle scritture

di Luca De Stefani

Via libera all'eliminazione, almeno formale, della tenuta delle scritture contabili per le ditte individuali e le società di persone in contabilità semplificata, oltre che per tutti i professionisti. Sono queste le conseguenze dell'approvazione della legge di stabilità 2012, la quale prevede che questi soggetti possano «sostituire gli estratti conto bancari alla tenuta delle scritture contabili», se «effettuano operazioni con incassi e pagamenti interamente tracciabili», cioè attraverso bonifici, assegni, Ri.ba. (ricevuta bancaria), carte di credito, prepagate o di debito (bancomat), o con altri strumenti idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni (articolo 14, comma 10).

La finalità di questa nuova agevolazione è azzerare l'utilizzo del contante, sia per gli incassi che per i pagamenti, consentendo al contribuente, in cambio, di essere esonerato dalle formalità delle registrazioni contabili nei registri Iva e dei corrispettivi, oltre che, per i lavoratori autonomi che hanno optato per la contabilità ordinaria, del registro cronologico dei componenti di reddito e delle movimentazioni finanziarie. Ciò vale anche per il libro dei beni ammortizzabili, la cui tenuta è già facoltativa in base all'articolo 16 del Dpr 435/2001. Adottando la nuova agevolazione, quindi, non sono più applicabili le sanzioni per l'omessa o l'irregolare tenuta della contabilità.

Chi ha limitati movimenti potrebbe anche ipotizzare di calcolare, ad esempio, il reddito imponibile Irpef, facendo la semplice differenza tra entrate e uscite dell'estratto conto, al netto dei prelevamenti per motivi personali.

Va tenuto presente, però, che non è stato eliminato alcun altro adempimento fiscale e non è stata modificata nessuna altra norma relativa alla determinazione delle imposte che colpiscono i contribuenti interessati alla semplificazione (Iva, Irpef, addizionali, contributi, Irap). Per le imprese, ad esempio, rimane applicabile il principio di competenza, quindi, devono essere scorporati dall'estratto conto gli importi degli incassi e dei pagamenti delle fatture già registrate per competenza nell'anno precedente e vanno sommati i costi e i ricavi che verranno pagati nell'anno successivo. I dati indicati nell'estratto conto, poi, non consentono di liquidare correttamente l'Iva da versare, considerando le differenti aliquote delle fattura, i regimi di esenzione, non imponibilità o esclusione, oltre che i limiti di detraibilità di alcune spese promiscue (cellulari o auto).

Anche senza scritture contabili, inoltre, si dovrà continuare a inviare la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva, di importo pari o superiore pari a 3mila euro, quella delle operazioni effettuate con soggetti black list e i modelli Intrastat.

Sono interessati all'agevolazione i «soggetti in contabilità semplificata», quindi le imprese individuali (anche familiari o coniugali), le società di persone e gli enti non commerciali, a patto che abbiano ricavi annuali non superiori a 400mila euro per le prestazioni di servizi o a 700mila euro per le altre attività (articolo 18 del Dpr 600/73). Chi ha optato per la contabilità ordinaria, pur non essendone obbligato (in quanto al di sotto dei suddetti limiti), può passare alla contabilità semplificata, revocando l'opzione nella colonna 2 del rigo VO20 della dichiarazione Iva. Solo in questa maniera, può essere esonerato dalla tenuta delle scritture contabili, utilizzando solo l'estratto conto.

I soggetti che, pur potendo essere naturalmente minimi, hanno optato per la contabilità ordinaria, devono rimanere in questo regime per almeno tre anni. Dal prossimo anno, questa regola si applicherà anche agli ex minimi, che entrando naturalmente nel regime residuale, decideranno di optare per la contabilità ordinaria.

Le ditte individuali, le Snc, le Sas e i soggetti equiparati in regime di contabilità ordinaria, che hanno optato per la determinazione della base imponibile Irap, applicando le regole stabilite per le società di capitali, non possono revocare la scelta fatta per almeno un triennio, rimanendo nel regime contabile ordinario «per lo stesso periodo di validità dell'opzione» (circolare Entrate n. 30/E del 2008 e circolare Assonime 26/2008).

A un'interpretazione letterale, chi utilizza un conto corrente postale per l'attività sembrerebbe tenuto a tenere le scritture contabili, in quanto sono agevolati solo gli «estratti conto bancari» ma bisogna ricordare che la circolare 24/E/2004 (paragrafo 1.11) ha equiparato i bonifici postali a quelli bancari.

A prescindere dalla tracciabilità delle transazioni, sono già esonerati dagli obblighi contabili i minimi, i residuali e i contribuenti nel regime delle nuove iniziative.

La nuova disposizione si applica dall'entrata in vigore della legge di stabilità 2012, non essendo prevista l'emanazione di alcun provvedimento attuativo.

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