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La torre di Babele dei superburocrati sui dati fiscali

La logica porta inevitabilmente a un Grande fratello su scala europea. Stiamo parlando del report della Corte dei conti europea sullo scambio di informazioni fiscali in Europa, rilasciato pochi giorni fa. In pochi anni siamo passati da un sistema tradizionalmente incentrato sul segreto bancario, addirittura sacralizzato in Svizzera, per secoli la cassaforte d’Europa, a un sistema che ha abolito del tutto il segreto e instaurato uno scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni finanziarie del continente (ma lo scambio non è disponibile per le operazioni con stati come Usa, Cina e Russia, che sembrano ragionare in modo molto diverso dall’Euroburocrazia). Per noi, l’obiettivo è naturalmente la lotta all’evasione, una sorta di totem che finora ha giustificato, per l’opinione pubblica, ogni sacrificio e ogni attentato alla libertà e alla privacy di cittadini e imprese. Ma non basta ancora.

La Corte dei conti rileva infatti che il sistema presenta alcune lacune e lascia scoperte alcune aree, come le criptovalute, i redditi da dividendi su conti non di custodia, il ruling fiscali preventivi transfrontalieri e così via. Non solo. Manca un insieme di indicatori di performance uniforme per tutta l’Europa. E c’è una scarsa attenzione alla qualità dei dati. Per farla breve, l’obiettivo dei prossimi anni è di allargare sempre più le maglie del monitoraggio e rafforzare gli strumenti e quindi la struttura burocratica che si occupa di controllare i miliardi di transazioni economiche dei cittadini europei. Naturalmente, quand’anche si desse attuazione a tutte le richieste e le raccomandazioni della Corte di conti, mancherà sempre qualcosa, ci saranno comunque altre richieste e altre raccomandazioni cui dare seguito. E così all’infinito. Step by step, grazie anche al potenziamento delle tecnologie che man mano si renderanno disponibili, si arriverà inevitabilmente al monitoraggio totale delle transazioni economiche del vecchio continente, con la conseguenza di rafforzare sempre più la macchina burocratica e indebolire (necessariamente, poiché le risorse non sono mai illimitate) quella produttiva. In questo modo si riuscirà a sconfiggere finalmente l’evasione? Oppure si finirà per rafforzare il potere delle mafie di tutti i tipi che, come insegna la Storia, hanno il loro periodo di massimo splendore proprio nei momenti in cui la società adotta schemi di tipo protezionistico? Questi tentativi di costruire una società robotizzata ricordano un po’ la costruzione della torre di Babele. Si sa come andò a finire.

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