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La tenuta degli industriali

di Alessandro Chini e Alessandro Magagnoli

Il ribasso che dai massimi di metà febbraio a 23.273 punti ha condotto le quotazioni del Ftse Mib fin sotto quota 14.000 ha subìto una battuta d'arresto nella seconda metà dell'ultima settimana. Il raggiungimento di nuovi minimi annuali e la successiva reazione potrebbero rappresentare l'inizio di un rimbalzo duraturo, ipotesi supportata da diversi fattori: l'ipervenduto in cui sono sconfinati i principali oscillatori grafici dopo l'ultimo movimento negativo; la capitalizzazione in Borsa di molti titoli, spesso inferiore al valore degli asset che le stesse società hanno iscritto a bilancio; last but not least, il fatto che spesso in passato, in situazioni analoghe, il mercato abbia reagito in maniera inattesa. È dunque necessario seguire con attenzione l'evoluzione dei corsi per cercare di coglierne l'attimo giusto, ovvero capire quando il mercato avrà davvero toccato un minimo relativo di periodo dal quale poter avviare una reazione che potrebbe risultare di ampie dimensioni, in virtù del poderoso ribasso degli ultimi mesi.

Quali potrebbero essere allora i titoli su cui puntare in una situazione come quella attuale? Visto che per l'analisi tecnica se una tendenza è ben delineata esistono elevate possibilità che questa possa continuare, è preferibile optare per una strategia che preveda l'intervento solo a seguito della costruzione di una qualche impalcatura grafica in grado di sostenere l'eventuale recupero, circostanza che sulla carta, pur limitando il potenziale guadagno dell'operazione, offre però maggiori garanzie di successo.

Il compito più difficile resta quello di individuare i titoli su cui puntare: è un dato di fatto che la recente ondata ribassista sia stata alimentata dai titoli del comparto bancario/finanziario che hanno subìto un tracollo e nel caso in cui il mercato dovesse rimbalzare potrebbero essere proprio loro a mostrarsi tra i più reattivi. Un inserimento massiccio di questo comparto in un ipotetico portafoglio è però altamente sconsigliabile: la crisi globale è prevalentemente una crisi finanziaria e ogni notizia inaspettata che dovesse contribuire a inasprire la situazione avrebbe le maggiori conseguenze proprio su questo settore.

Meglio dunque cercare alternative altrove, guardando soprattutto tra quei titoli che prima dell'estate avevano mostrato un andamento interessante: tra i big Luxottica, Tod's, Pirelli&C. e Campari (nonostante il recente abbassamento del target price da parte di Goldman Sachs), mentre tra quelli a minor capitalizzazione attenzione a De' Longhi, Marr e Yoox. Il portafoglio potrebbe poi essere integrato con almeno un titolo del settore bancario come Mediobanca, che ha dimostrato doti di tenuta maggiori rispetto alla concorrenza.

Pirelli&C. dovrà mantenersi al di sopra di 4,50/4,60 – area di transito della media a 200 sedute e 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi del 2009 – per garantire solidità a questa tendenza. Il rilancio del titolo potrà però avvenire solo a seguito del superamento di quota 6,00, preludio a un allungo con primo target a 6,50 euro e successivo al di sopra di area 7,00, premessa per rivedere i record di luglio a 7,75 euro.

In area 70 Tod's ha un riferimento strategico nel medio-lungo periodo. Il titolo ha riconosciuto la validità di questo sostegno in chiusura dello scorso mese e ora sta provando ad allontanarsene nel tentativo di riprendere il cammino interrotto sui massimi a 98,45 euro. Il superamento in chiusura di ottava di quota 85 rappresenterebbe una bella prova di forza da parte dei prezzi, che avrebbero campo aperto per salire verso nuovi record. Discese sotto 70 euro prolungherebbero invece la correzione verso i sostegni successivi a 61 e 52 euro circa.

Anche Luxottica ha riconosciuto il supporto a 18 euro, mettendo a segno una bella reazione. Oltre quota 21 il titolo avrebbe buone possibilità di riportarsi sui massimi di inizio anno a 23,70 euro, obiettivo intermedio verso il picco dell'autunno 2007 a 26,66 euro. Sotto quota 18, invece, il tentativo rialzista perderebbe forza in favore del test a 16,50 e più in basso a 15 euro circa.

Tra i titoli a minor capitalizzazione De' Longhi ha le carte in regola per tornare a correre come nella prima metà dell'anno. Il superamento di quota 8,50 imprimerebbe ai corsi la forza necessaria per raggiungere nuovi record nei dintorni dei 10 euro. Sotto 5,70, invece, i prezzi dovrebbero riporre le ambizioni di crescita: probabile in tal caso il test a 5,20. Anche Marr sta cercando di riprendere quota dopo aver tenuto in area 7,40/7,50 il supporto dinamico offerto dalla linea di tendenza che sale dal bottom del 2008. Oltre 8,50 il titolo avrebbe l'opportunità per riavvicinarsi ai record annuali a 9,50 euro e puntare poi verso quota 10. Altrettanto interessante anche Yoox, che oltre 11,40 euro si candiderebbe per il ritorno sui massimi annuali a 13,40 euro. Il trend rialzista di lungo corso del titolo perderebbe invece forza solo a seguito di discese sotto 8,80 euro.
 

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