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La tariffa bioraria si fa in tre

MILANO — Si era dimostrata una promessa non mantenuta, e ora si cambia: dal primo gennaio 2013 la tariffa bioraria che si applica a chi non ha mai cambiato fornitore di elettricità sarà diversa. E potrebbe non essere nemmeno più bioraria, ma diventare «trioraria». Oppure, secondo l’altra ipotesi allo studio (è la favorita) potrebbe «restringere» le ore di maggior convenienza alla fascia dalle 23 alle 7. Se così fosse, la «lavatrice di notte» diventerebbe realmente tale, anche se, in contropartita, sarebbe un po’ più economica rispetto al (deludente) passato. Di quanto? È veramente impossibile dirlo ora, e comunque si tratterebbe di vantaggi limitati. Ai prezzi correnti, se una famiglia media riuscisse a spostare fino al 25% dei suoi consumi di notte o nei weekend il risparmio potrebbe arrivare a 15-20 euro l’anno. Pochino, anche se lo scopo «vero» del consumo notturno è sempre stato un altro: educare-incentivare per quanto possibile all’impiego di elettricità in ore differenti da quelle di «picco», evitando di mandare in crisi l’intero sistema elettrico nazionale.
Negli ultimi mesi, però, lo scenario di fondo si è modificato: l’arrivo massiccio delle energie rinnovabili nelle ore diurne (soprattutto il solare) ha spinto le energie tradizionali (soprattutto il gas) un po’ più ai margini della scena energetica, causando un incremento dei prezzi dell’elettricità in una fascia oraria — quella preserale — che fino a ieri era stata indicata ai consumatori come area di risparmio. Un segnale ormai distorto, che l’Autorità di Guido Bortoni sta provvedendo a correggere. Tra le 9 e le 16, insomma, quando la produzione fotovoltaica è al massimo, i prezzi dell’elettricità sono un po’ diminuiti rispetto al recente passato; tra le 17 e le 21, invece, sono un po’ aumentati. Per di più, non è possibile ad oggi sapere come il mercato e i prezzi cambieranno in futuro. Un esempio: che cosa accadrà se in qualche ora del giorno tutta la domanda elettrica italiana inizierà a essere soddisfatta con energia rinnovabile, il cui «costo variabile» (sole e vento) è pari a zero? È già successo in qualche momento delle passate festività pasquali.
Nel frattempo, ciò che l’Autorità ha fatto è diffondere un «documento di consultazione», una richiesta di pareri sulle sue ipotesi di lavoro. Scartata l’idea di rivoluzionare la struttura delle fasce orarie (la riprogrammazione dei contatori elettronici richiederebbe almeno un anno) si è optato per una riforma. La prima ipotesi prevede l’introduzione di tre fasce orarie distinte: permetterebbe una maggior aderenza ai segnali di prezzo ma sarebbe più complessa e difficile da accettare. L’altra manterrebbe la struttura bioraria, accorpando la fascia serale a quella diurna. Lo svantaggio: sarebbe forse meno facile da attuare, a meno di possedere elettrodomestici programmabili. Il provvedimento, comunque, è in calendario per «prima dell’estate». La sua attuazione da gennaio 2013. Meglio, questa volta, promesse meno ambiziose ma più vicine alla realtà.

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